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È tempo di funghi ma i palazzinari si stanno mangiando i boschi

È tempo di funghi ma i palazzinari si stanno mangiando i boschi

TORONTO – Quando ho visto questo fungo porcino extra extra large mi è venuto un “gulìo” che non vi dico. “Gulìo” nel dialetto di Partenope (Napoli) significa voglia, ma una voglia grossa assai assai che comincia dal gargarozzo e finisce nella panza.

Per chi non lo sapesse i funghi sono la mia passione. Però, ogni anno che passa, managgia la miseriaccia porca, ne trovo sempre di meno. Un po’ dipende dalla vista in costante discesa. Un po’ è colpa dal motore delle ginocchia, che si sono ingrippate. Ma, soprattutto, è colpa del fatto che i boschi stanno scomparendo.

I palazzinari fanno piazza pulita degli alberi. Ed al loro posto, invece di funghi veri, nascono subdivision, plaze e tutte le altre canagliate che arricchiscono i costruttori.

Sabato scorso, tanto per dirvi l’ultima, sono andato nella zona di Bradford, ma il bosco non c’era più. Sacramentando come una armata di turchi, ho ripensato alla buonanima del fungaro mio paesano, zi’ Peppe, che mi aveva portato al “suo” posto. Non era stato facile convincerlo a svelarmi il segreto.

I fungari sono un setta segreta, che non parla, non dice, non svela nè sotto tortura e nemmanco se li paghi. – Zipè, gli dissi, quanti anni avete? “Più o meno un’ottantina”. – Quanti figli avete? “Quattro”. – E nipoti? “Sette, più 12 pronipoti”. – Quanti di loro vanno a funghi? Lui rimase basito (sorpreso assai) poi bofonchiò: “Nisciuno, nessuno. E dire che da bambini li portavo con me”. Ed io lo incalzo: “Quando tra cent’anni non ci sarete più quel posto andrà perduto. Se mi ci portate, poi ogni volta che trovo un fungo vi manderò una benedizione.” “Gnornò, che papocchie (fesserie) mi racconti, vuoi farmi girare la capa con le chiacchiere?”. Mi guardò come se gli avessi bestemmiato i morti, poi alzò i tacchi senza salutare. Io mi dissi che era andata buca, che quel posto non lo avrei mai visto. Invece…

Tre giorni dopo tornò e mi comunicò: “Iammucenne, ci ho ripensato, andiamo che ti porto a funghi”. Quando ci sono andato sabato quel posto non c’era più, il bosco era diventato un quartiere. Ora di boschetti me ne restano due, uno sulla 9, l’altro dalle parti di Giorgina, zona del lago Simcoe. Mi perdonerete, ma anche io da apprendista fungaro tengo la bocca cucita su dove vado a trovare i porcini.

L’illustre Vittorio Coco, con il quale andammo a vedere il mondiale di calcio in Germania nel lontanissimo 1974, è un fungaro rinomato. I suoi funghi mi li ha fatti mangiare, ma dove li trova non me lo dice. Idem fa Tonino Porretta, che abita a tre porte da casa mia, anche lui generoso nel dare parte del raccolto, ma stitico per quanto riguarda informazioni. Poi ci sarebbe Schizzetto Di Palma che promette e promette ma non arriva mai al dunque.

Comunque e in ogni caso, anche io me la cavo. Perchè non sono del tutto sprovveduto e a volte faccio il fesso per non andare in guerra. Non l’ho mai detto, ma qualche porcino lo trovo pure mi. Sono di taglia medio piccola, come quelli nella foto, niente a che vedere con il “mostro” di due chili e 900 grammi trovato dai due cristiani di Vancouver. Da quelle parti i porcini crescono giganti, come anche a Kitchener da dove un lettore del Corriere Canadese me ne mandava freschi e anche sott’olio. Da un po’ di tempo non lo sento più, peccato.

Concludo con una preghiera ai fungari che non abbiano…eredi: «Se conoscete uno o due posti di funghi e non avete figli e nipoti che li andrebbero a raccogliere quando tra cent’anni non ci state più, chiamatemi, e mettetemi al corrente del segreto. Po vi metto nel Controsport».

Nella foto grande il porcino monstre di Vancouver, nell’altra i mei miniporcini raccolti sulla 9…

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