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Ci sono pietre e pietre, tutte fanno male

Ci sono pietre e pietre, tutte fanno male

C’era una volta una canzone intitolata Pietre. Venne fuori nel 1967 e diceva: “tu sei buono e
ti tirano le pietre/sei cattivo e ti tirano le pietre/ qualunque cosa fai/ dovunque te ne vai/sempre pietre in faccia prenderai.”
Le pietre, generalmente parlando, sono di specie diverse.
Ci sono quelle preziose diamanti, rubini, smeraldi quelle comuni sassi di ogni qualità e di altre qualità che poi vi dico.
Le pietre del cantautore non erano vere, ma virtuali, potevano essere qualunque cosa: una scortesia, una malaparola, un gesto di scarsa civiltà, un tradimento, un rifiuto e cose del genere.
Anche le mie pietre non sono veri e propri sassi, e non sono diamanti.
Non sono neanche virtuali perchè esistono e fanno un male del diavolo.
Le mie pietre sono vere, piccine ma “fetose” assai: per i medici sarebbero “calcoli”, per me medesimo sono sciami di pugnalate, terremoto di dolori, calvario con la croce nei reni.
L’altra sera mentre mi stavo godendo le fasi salienti delle partite del mondiale arriva la prima pugnalata.

Ohi mamma”, sacramento sottovoce.

Poi arriva la seconda scossa e la terza e la quarta.
A questo punto sto gridando aiuto appellandomi al Santo monaco nato come me nel beneventano.

San Padre Pio non risponde, ma per lui parla la madre dei miei figli.

«Non fare il bambino stabilisce andiamo all’ospedale».

Io stringo i denti, faccio finta di essere forte e mi preparo a spendere una mezza nottata al pronto soccorso.

All’improvviso, però, non sento più dolori.

Forse è intervenuto il Santo monaco, forse cambiando posizione la pressione sui reni è svanita.

Invece no, le fitte tornano.

La colica galoppa, sfrenata, facendomi assaggiare il luogo dove probabilmente trascorrerò l’eternità, cioè l’inferno.
Arrivo nel posto dove ti salvano la pelle, ma prima ti fanno passare ore e ore ad aspettare sacramentando.

Finalmente arriva una di coloro che io chiamo “sorelle di Dracula” e mi intuba dandomi, suppungo, delle droghe tranquillanti.

Poi mi trasportano laddove fanno le lastre, i raggi X o come cavolo si chiama il procedimento.

Quando, ore dopo, arriva il dottorino di servizio, il dolore è passato.

E lui sentenzia: «Hai un paio di pietruzze nei reni. Se non se ne vannno naturalmente mentre fai la pipì, dovremo toglierle, aspirarle fuori».

La qualcosa farà un malaccio cane, prima durante e dopo.

Una trentina di anni or sono quelle pietre me le tolsero sul tavolo operatorio.

Il dottore me ne diede due, erano grosse come capocchie di spillo.

Mi disse facendo la Cassandra: «Ricordati, tra un pò di anni torneranno, specialmente se ti abbu di formaggio».

Le pietruzze “fetose” sono tornate mentre si giocano i mondiali.

Per ora stanno tranquille, non si muovono.

Prima o poi lo faranno.

Ed allora saranno hazzi amarissimi. ***

Nelle foto, Kim Kardashian e la compianta Liz Taylor con delle pietre che non fanno male, anzi lo fanno, ma alla tasca.

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