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A cena coi pesci, loro stanno fuori i commensali dentro

A cena coi pesci, loro stanno fuori i commensali dentro

TORONTO – Non so voi, ma io ho pranzato e cenato dappertutto. Mi verrebbe da dire che l’ho fatto in cielo, in terra e ognidove.

Una volta, per esempio, che ebbi la fessaggione di voler esplorare una grotta profondissima, e dovetti sfamarmi nel ventre della terra con un panino alla mortadella che non volevo portarmi dietro e che invece…

Anche sull’acqua mi sono sfamato, sopra, non sotto. Eggià, ora su questa terra che corre sempre più veloce, dove ogni giorno una ne fanno e diecimila ne pensano, hanno trovato anche il modo di far cenare sott’acqua i cristiani umani.

No, la tavola da pranzo non si trova su un sommergibile. E neppure nello scafandro gigantesco usato dai palombari per raccattare tesori dal fondo del mare. Nossignori, il ristorante lo hanno costruito proprio sul fondale del mare, in Norvegia.

Si entra dalla terra ferma, un paio di metri giù l’ardimentoso cliente trova un bar che segna il passaggio dal mondo terrestre a quello subacqueo. Un drink, o due, per farsi coraggio, poi cinque metri più giù l’entrata nel mondo dei pesci.

La sala è di 11 metri per 4, le pareti hanno una vetrata panoramica. Una illuminazione ad hoc permette di essere naso a naso con le aringhe vive, parenti strette di quelle aff­umicate che i norvegesi si pappano come cioccolatini, presenti nel menù di Under. Giù, il ristorante subacqueo si chiama proprio Under. Under in norvegese ha due significati: sotto e meraviglia. Il nome è stato scelto a pennello. Praticamente significa “meraviglia sotto il mare”.

I muri del ristorante sono stati progettati per alla pressione delle mareggiate e alle condizioni climatiche più avverse. In più, l’intera struttura è incapsulata in un guscio di cemento ruvido, per due scopi: sicurezza e per dare ai molluschi la possibilità di metterci casa, migliorando la qualità dell’acqua e attirando nuova vita marina.

Under è stato realizzato in un paesino nel Sud della Norvegia, Baly, che si aff­accia sul Mare del Nord: la realizzazione del ristorante ha comportato una spesa di circa 7 milioni di euro. Il locale è grande 495 metri quadrati, ha 16 tavoli e può contenere un massimo di 40 persone.

Under è aperto da due settimane. È sempre pieno, le prenotazioni sono tante che lo sarà per gli anni a venire, se la struttura regge e se lo chef sa il fatto suo. Il menù, naturalmente, è a base di pesce.

Ai clienti saranno servite 18 piccole portate in totale, ma non è possibile conoscere in anticipo di cosa si tratti: a deciderlo sarà di volta in volta lo chef. Si sa soltanto che saranno immancabili le alghe che si trovano in loco, come la Vertebrata Ianosa: caratteristica per il suo colore rosso, nel sapore ricorda il tartufo nero e che sul menù si chiama appunto “alga al tartufo”.

Una cenetta sotto il mare costa parecchio per coloro che hanno le tasche piccole. Per chi le ha profonde, nessun problema. Il costo, infatti, è 240 euro a coppia, bevande escluse. Se capito da quelle parti, ma è difficile, proverò a farci una capatina. Cosi potrò davvero vantarmi di aver mangiato dappertutto.

Nella foto, la sala da pranzo dove si pranza naso a naso coi pesci

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