CorrCan Media Group

Referendum, dal fronte del No solo fango

Referendum, dal fronte del No solo fango

Segue dalla prima parte.

Referendum, dal fronte del No solo fango

di Odoardo Di Santo

TORONTO – La strategia del fronte del No ha ormai abbandonato il dibattito sui meriti della riforma o la spiegazione sul perché ci si debba opporre. Invece di discutere del contenuto della riforma esponendo le ragioni per cui sono contro, i fautori del No trovano tutte le scuse anche le più assurde e ridicole per demonizzare chi sostiene la riforma di cui essi stessi hanno parlato anzi chiacchierato sin dal 1983. Può una persona normale immaginare un paese come il Canada che impiega 33 anni per fare una riforma? Tutti ricordiamo che nel 1982 Il primo Ministro Pierre Elliott Trudeau rimpatriò la Costituzione e successivamente fece approvare la Charter of Rights. Il dibattito fu civile. La maggioranza prevalse come dovrebbe avvenire in un paese democratico. Le riforme proposte dal primo ministro Mulroney furono discusse, dibattute vigorosamente ma civilmente. I canadesi la rigettarono.

Ci sono in Italia giornali che attaccano brutalmente chi sostiene una posizione diversa dalla loro. Vittima primaria il primo ministro Renzi, secondo noi perché ha carisma e perché decide, un vocabolo sconosciuto alla vecchia nomenclatura. Tutti i cavilli fanno brodo.

In questi giorni il primo ministro Renzi è stato attaccato per aver commesso il reato di aver inviato una lettera agli italiani all’estero (che è apparsa sulle pagine del Corriere). Ogni persona con mente sana si rende conto che in una campagna elettorale si fa propaganda per il proprio partito o per la propria parte. Avviene in tutti paesi democratici.

Il primo ministro ha tutti i diritti di chiedere l’appoggio della sua riforma. Gli oppositori hanno lo stesso diritto e possono inviare la loro lettera. Sta a noi decidere come votare. Per non menzionare la malcelata tendenza dei “sapienti” giornali italiani che sotto sotto vogliono far capire che noi italiani all’estero siamo degli sprovveduti e ci facciamo facilmente convincere da una lettera del primo ministro Renzi.

Non dico ciò con risentimento perché gli italiani all’estero non hanno bisogno di difendersi. Si sono fatti onore in tutti continenti e non hanno bisogno né dell’approvazione né della commiserazione dei soloni italiani.

L’armata Brancaleone del NO non discute dei pro e i contro della riforma. Getta fango. Ultimo bersaglio siamo proprio noi, cioè gli italiani residenti all’estero.

Per incredibile che sia, siamo proprio noi a minacciare la sconfitta dei fautori del NO. Come? Con i brogli. Saremmo corrotti nelle mani delle cosche,pronti a imbrogliare. Leggere per credere.

Il Fatto Quotidiano, un giornalucolo che vivacchia sostenendo spesso le cause del Partito 5 stelle di Grillo, mercoledì aveva questo titolo su tutta la prima pagina: “Il voto degli italiani all’estero vale un caffè. Come i clan e i partiti si imboscano le schede elettorali”.

L’articolo a prova della sua scoperta, cita un tale di Colonia in Germania che sa di tre quattro clan che chiedono alla gente le schede elettorali. Per cosa? In cambio di un caffè. Addirittura l’articolista sa di un siciliano di Bruxelles che dice ai suoi galoppini di andare a fare volantinaggio e di prendere le buste dalle buche delle lettere.

Noi che viviamo in Canada ed abbiamo avuto la possibilità di votare non lo sappiamo ma secondo il Fatto Quotidiano siamo parte di una congiura e parte di un sistema di corruzione.

Forse non ce ne siamo accorti ma furtivamente i sostenitori del Sì vanno in giro per le case a rovistare le cassette della posta per sottrarre le buste del referendum. In tutta Toronto e solo nelle case degli italo-canadesi che hanno diritto a votare.

Gli altri italo-canadesi non li disturbano. Forse è ora di mettere i lucchetti alle cassette della posta. Pensiamoci.

Noi saremmo corrotti e complici dei clan qualunque cosa questo significhi. L’Italia invece, è un paese innocente dove la corruzione è sconosciuta.

Peccato che la predica ci venga dagli stessi giornali italiani d’Italia che tutti i giorni e dico tutti i giorni senza discriminazione riportano i fasti meravigliosi della corruzione in Italia di cui tutte le categorie vantano brillanti record.

Il Fatto Quotidiano, nel mentre ci accusa di supposti brogli, senza battere ciglio sulla stessa pagina, riporta la esaltante notizia della magistratura italiana che sta indagando il Partito Cinque Stelle che in Sicilia in occasione delle elezioni amministrative del 2012 a Palermo ha presentato i canditati con 2000 firme false, un lavoretto che come risulta dalle e-mail sequestrate dalla magistratura, gli attivisti descrivevano con ammirazione come “estenuante lavoro” Evviva la faccia dell’onestà.

(Lunedì 21 novembre 2016)

Scarica “Referendum, dal fronte del No solo fango”

>> English Version

More in Comunita`