CorrCan Media Group

L’analisi del voto: Affluenza e preferenze, Canada ancora decisivo

L’analisi del voto: Affluenza e preferenze, Canada ancora decisivo

 
TORONTO – Anche in questa tornata elettorale il Canada conferma la sua centralità nella nostra circoscrizione. Come era già accaduto in passato, l’affluenza degli aventi diritto in Canada è stata nettamente più alta della media della circoscrizione e di quella degli Stati Uniti, che rappresentano ancor il principale bacino elettorale nord e centro americano.
 Le tre candidate elette – Francesca Alderisi di Forza Italia al Senato e le due deputate uscenti Francesca La Marca e Fucsia Nissoli Fitzgerald – hanno raccolto moltissimi voti nel nostro Paese e in particolare nel derby all’interno delle singole liste il peso specifico del voto degli elettori italiani in Canada è risultato determinante. Senza dimenticare che per la quarta volta consecutiva da quanto è stato introdotto il voto per gli italiani residenti all’estero – 2006, 2008, 2013 e 2018 – un candidato di Toronto è stato eletto in parlamento. 
L’affluenza. In totale, nella nostra circoscrizione hanno votato per la Camera 108.729 elettori (27,94%) dei 389.060 aventi diritto. Elevatissimo il numero delle schede non valide, oltre 14mila, e di quelle bianche, 942. Numeri simili al Senato, dove l’affluenza è stata del 28,2 per cento, con più di 13mila schede non valide. In Canada sui 120.471 elettori aventi diritto, hanno espresso il loro voto in 37.270, pari a quasi il 31%. Negli Stati Uniti invece hanno votato 59.771 italiani (26%) su un bacino elettorale di 229.080 aventi diritto. Del tutto marginale la partecipazione negli altri Paesi della circoscrizione, a parte il Messico, dove dei 14mila aventi diritto hanno votato in 4.122 (28,6).
La lotta tra i partiti. Oscillazioni significative tra i Paesi si sono registrate anche nella corsa tra le varie liste. A livello di circoscrizione il cartello del centrodestra – Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia – ha totalizzato il maggior numero di voti sia alla Camera (31.116 pari al 32,98%) sia al Senato (30.365 pari al 34%), ma in Canada si è avuta una maggiore polarizzazione dello scontro, dove i due principali blocchi – centrodestra e Pd – hanno raccolto maggior consenso rispetto agli Stati Uniti, dove il voto è stato più frammentario. Il Pd, ad esempio, a livello di circoscrizione non è andato oltre il 29%, ma in Canada ha raggiunto quasi il 34%. Il centrodestra nel nostro Paese ha abbondantemente superato il 37%. Il Movimento 5 Stelle diventa poi il terzo partito, con un peso specifico maggiore negli Stati Uniti, dove ha raccolto il 19,35% dei consensi.
Gli eletti e la lotta fratricida. Il meccanismo della legge elettorale prevede un doppio confronto per i candidati: il primo è contro quelli degli altri partiti, il secondo è invece all’interno della propria lista. 
Ed è proprio nello scontro “fratricida” che si è giocato l’esito delle elezioni. Alderisi è stata di gran lunga la candidata più votata tra Camera e Senato con 10.994 preferenze. Il suo compagno di lista, Mario Cortellucci, ha preso meno della metà dei voti, appena 5.370: e se negli Stati Uniti non c’è stata partita (6.537 voti per l’ex presentatrice televisiva, 1.447 per l’imprenditore edile), anche in Canada Alderisi ha raccolto più voti, 3.904 contro 3.725. Una dinamica simile si è registrata all’interno del Partito democratico, dove La Marca ha fatto un pieno di 8.605 preferenze, battendo Giovanni Faleg (3.767), Rocco Di Trolio (2.997) e Isabella di Valbranca (2.176). La deputata uscente è stata la più votata non solo in Canada – e c’era da aspettarselo – con 4.979 preferenze, ma anche negli States, con 3.208 voti. Diverso invece il percorso elettorale della Nissoli. All’interno del centrodestra c’è stata battaglia, con 4 candidati che potevano aspirare legittimamente alla vittoria finale. La parlamentare uscente l’ha spuntata con 6.739 voti, contro i 5.150 di Vincenzo Arcobelli, i 5.100 di Matteo Gazzini e i 4.429 di Basilio Giordano. E se negli Stati Uniti la Nissoli ha avuto vita facile con ben 4.257 preferenze, in Canada ha preso meno voti di Giordano (3.405 preferenze) e Arcobelli (2.432).
Le curiosità. Alberto Quartaroli di Civica Popolare, con i suoi 66 voti raccolti, è stato il candidato meno votato per la Camera. Salgono sul podio anche i due candidati di Ala-Partito Repubblicano: Francesca Uccelli non è andata oltre i 93 voti, meglio di lei – di poco… – il compagno di partito Matteo Riva con 143 preferenze. Al Senato, infine, maglia nera a Emilio Barletta di Civica Popolare, ultimo con 275 voti.    
More in Comunita`