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L’alluvione di Firenze: un ricordo 50 anni dopo

L’alluvione di Firenze: un ricordo 50 anni dopo

L’alluvione di Firenze: un ricordo 50 anni dopo

di Johnny L. Bertolio

TORONTO – Il 4 novembre 1966 è una data che a Firenze è ben impressa nella memoria: giorno fortunatamente festivo, all’epoca, in quanto così si celebrava la fine della Prima guerra mondiale (Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze armate), ma drammatico. Fu allora che l’Arno, dopo giorni di precipitazioni eccezionali, esondò con una furia inattesa e devastante provocando vittime e danni incalcolabili al patrimonio artistico e librario della città. E non solo Firenze venne devastata: l’intero bacino del fiume, con i suoi affluenti, e quasi tutta la Toscana furono coinvolti nel disastro.

In occasione del cinquantesimo anniversario dell’alluvione, il Toronto Renaissance and Reformation Colloquium e il Dipartimento di Storia dell’Università di Toronto presentano: “Swept Away: Memories of the 1966 Florence Flood”. Alla tavola rotonda interverranno Olga Zorzi Pugliese e Ann Gordon Lind, testimoni oculari di un’emergenza che, in quegli anni di proteste e scontri feroci, portò a Firenze la meglio gioventù per aiutare con i soccorsi (i cosiddetti Angeli del fango, che avrebbero inaugurato il volontariato civile).

Sarà l’occasione per riflettere su un’alluvione che non ha paragoni nella storia della città e che, se si ripetesse oggi, avrebbe conseguenze ben più gravi.

Olga Zorzi Pugliese, professoressa emerita dell’Università di Toronto, durante l’alluvione era a Firenze per motivi di ricerca legati al programma di PhD a cui era iscritta: le scorse settimane è rientrata in Italia per assistere alle cerimonie commemorative e ricorda ancora con emozione quei terribili momenti.

Come spiega al Corriere, “stavo nella pensione, ora hotel, Monna Lisa in Borgo Pinti nella zona di Santa Croce, quella maggiormente colpita (nella foto, Piazza Santa Croce). La mattina presto ci siamo dovuti rifugiare tutti al primo piano e guardavamo l’acqua che saliva per le scale. Mancavano pochi gradini prima che l’acqua, che raggiunse all’interno del palazzo un’altezza di circa 4 metri sopra il livello della strada, non invadesse anche il primo piano. La mattina successiva, scesa l’acqua, mi diressi in mezzo alla melma verso il centro dei telefoni per poter mandare un telegramma e avvisare la mia famiglia che ero salva”.

Sulle cause dell’alluvione non sono mancate le discussioni, legate in particolare al dubbio per cui la natura non sarebbe stata la sola responsabile del disastro; in un Paese dal suolo fragile come quello italiano la prevenzione e la tutela del territorio dovrebbero essere messe al centro dei programmi politici: imparando dalla storia.

(16 novembre, ore 5 PM: Senior Common Room, Victoria College, rear of 91 Charles Street West, Toronto – Free admission)

(Martedì 15 novembre 2016)

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