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‘Italiani a Toronto’ fra notizie utili ed eventi

‘Italiani a Toronto’ fra notizie utili ed eventi

TORONTO – C’è il medico, c’è il camionista, c’è il professore, c’è la maestra… tutti italiani, tutti a Toronto. Chi ha deciso di lasciare il Belpaese per cambiare vita, chi invece la decisione l’ha “subìta” ma adesso è felice di essere qua e dispensa consigli alle tante persone che sono ancora dall’altra parte del mondo e sognano il Canada.
Sono tante e diverse le storie che capita di ascoltare partecipando ad uno dei raduni mensili del gruppo Facebook “Italia a Toronto (eventi)” che fa parte della pagina “Italiani a Toronto!”: l’ultimo, mercoledì sera a Davisville. Storie come quella dell’amministratrice del gruppo, Josephine Stanley. 33 anni, nata a Palermo, originaria dello Sri Lanka, è arrivata in Canada nel 1996 con la famiglia: i genitori e la sorella gemella Jennifer.
“All’inizio fu dura, io e mia sorella avevamo tutti gli amici in Sicilia, ma oggi ringraziamo i nostri genitori per quella scelta… siamo felicissime di stare qua!” ci racconta Josephine entusiasta e con il suo bel sorriso.
Qui a Toronto sia lei che la sorella si sono laureate e lavorano come maestre. E Josephine si occupa anche della gestione del gruppo Facebook che è quasi un “lavoro” visto che col tempo è diventato una sorta di sportello informazioni per chi dall’Italia vorrebbe trasferirsi a Toronto.
Josephine, come è nato il gruppo Fb?
“La pagina ‘Italiani a Toronto!’ è stata aperta nel 2009 da Mino Fanelli, un ragazzo che si era trasferito qua. è stata la prima di questo genere. Nel 2012 ne sono diventata amministratrice anch’io, prendendo in gestione anche il gruppo ‘Italiani a Toronto (eventi)’ con il mio amico italo-pakistano Daniyal Ahmed che poi, per motivi di lavoro, ha dovuto smettere di occuparsene: adesso la gestisco io in tutto e per tutto, a cominciare dai raduni”.
Ecco, come vi è venuta l’idea dei raduni?
“Io e Daniyal andammo ad una festa di Capodanno e ci accorgemmo che i francesi, gli inglesi, i portoghesi facevano gruppo fra di loro perché si ritrovavano ogni settimana per stare insieme. Ci siamo guardati e ci siamo detti: ‘Perché noi no?’ E così abbiamo organizzato il primo incontro utilizzando proprio il gruppo Facebook”.
Ha funzionato?
“Sì. Al primo incontro eravamo in otto, al secondo dodici, poi sempre di più finché una sera eravamo in cinquanta! Li facevamo settimanalmente, adesso siamo passati ad una volta al mese da ottobre a maggio. D’estate ne facciamo un paio”.
Dove vi incontrate?
“Ogni volta in un luogo diverso: in genere un pub, possibilmente… con prezzi abbordabili! L’importante è stare insieme e stare bene”.
Chi viene di solito ai raduni?
“Con molti ormai c’è amicizia, ma vengono sempre persone nuove che magari sono appena arrivate qua dall’Italia e hanno bisogno di consigli, ‘dritte’ oppure anche di stare un po’ insieme: i canadesi non sono socievoli come noi italiani e così c’è chi viene per respirare un po’ di… aria di casa! Io grazie a questi raduni ho conosciuto un sacco di persone, le più disparate: dal 18enne in vacanza-studio qua al 25enne neolaureato che spera di trovare un lavoro, fino al 40enne che vuole rifarsi una vita”.
Ma gli iscritti al gruppo non sono già tutti in Canada, giusto?
“No, anzi: moltissimi sono italiani che vorrebbero venire qua. Tant’è che ormai la pagina principale, ‘Italiani a Toronto!’, è diventata una sorta di ‘sportello informazioni’: diamo consigli sui permessi, sull’alloggio, su tutto ciò che ci chiedono, insomma. O comunque ci proviamo”.
Sono tanti gli Italiani che aspirano a trasferirsi qua?
“Tantissimi. A parte i giovani, che forse la vivono più come un’avventura, ci sono moltissimi 40-50enni che hanno voglia di cambiare vita, di andarsene dall’Italia. Questo, in effetti, è un posto dove ti puoi reinventare. Ed è un Paese estremamente multietnico: questo è un valore aggiunto soprattutto per chi, come gli italiani, deve immigrare”.
A quando il prossimo raduno del gruppo?
“Molto presto, forse prima della fine di luglio. Ma avvertiremo tutti tramite Facebook. No problem!”.
(il servizio completo è nell’edizione cartacea del “Corriere Canadese” di oggi: per abbonamenti 416-782-9222)

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