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Italia, rischio di tornare alla Prima Repubblica

Italia, rischio di tornare alla Prima Repubblica

TORONTO – Dopo il referendum bocciato a larga maggioranza, Renzi si è dimesso, unico esempio in Italia, dove nessuno si dimette mai semmai cambia poltrona. Gli oppositori lo volevano fritto a fuoco lento. Volevano che restasse per logorarlo a morte. Non ha funzionato.

Ora c’è chi vuole le elezioni subito, anche se la legge elettorale Italicum è davanti alla Corte Costituzionale. C’è chi reclama il voto, subito dopo la decisione della Corte, il 24 gennaio, ed infine ci sono i ventriloqui che parlano con la pancia, i quali vogliono le elezioni nel 2018. Questo gruppo vincerà.
Si tratta di 608 tra deputati e senatori che, alla fine del 2017, maturano il diritto al “VITALIZIO”. Per noi comuni mortali si chiama pensione a vita. Resiste anche il folto gruppo di parlamentari (oltre cento) che sono pregiudicati o condannati. Vinceranno.
Così faranno felici tutti gli italiani che hanno gli stessi privilegi: vitalizio dopo 5 anni di duro lavoro incollati alle poltrone del parlamento.
In Canada, come in tutti i paesi a democrazia parlamentare, il partito che ha più seggi in parlamento forma il governo. Non in Italia. Si è insediato il governo Gentiloni, del partito PD, che ha il maggior numero di seggi in Parlamento. È stato subito brutalmente cannibalizzato dalle opposizioni con attacchi ed insulti personali, secondo la moda italica, al cui confronto Trump fa la figura di un gentiluomo.
I più feroci dicono che il governo non è legittimo perché il parlamento è stato eletto con una legge dichiarata incostituzionale (in verità è stato nominato, perché nessun italiano ha messo la croce vicino al nome del candidato scelto), ma nessuno dei parlamentari “illegittimi” si è dimesso.
Seguitano a intascare ogni mese uno degli stipendi più lauti del mondo e marciano felicemente verso il “Vitalizio”.
Comunque vadano le cose la legge elettorale si deve fare, perché prima o poi e, naturalmente più poi che prima, si deve votare. Renzi ha avanzato l’idea di tornare al “Mattarellum”, cioè il sistema elettorale usato prima dell’attuale legge di Berlusconi del 2005, dichiarata incostituzionale e chiamata PORCELLUM, in italiano più appropriatamente porcata.
Il Mattarellum è una legge equilibrata ed equa, i cittadini votano per il candidato, come in Canada e in aggiunta c’è una percentuale assegnata in base ai voti ricevuti dai partiti.
Sembra ragionevole, equa, e soprattutto forza gli eletti ad essere radicati e present nei collegi elettorali (ridings) e di avere rapporto diretto con gli elettori, se vogliono essere rieletti alla prossima elezione, una nozione sconosciuta in Italia con l’attuale sistema elettorale. Ne avevamo parlato modestamente sul Corriere Canadese del 31 maggio 2016.
Dio ne scampi. Del Mattarellum gli “AZZECCAGARBUGLI” (leggere i Promessi Sposi di Manzoni) troveranno il fatidico pelo nell’uovo. Mai il Mattarellum. Ciò che vogliono è il ritorno alla prima repubblica. Una bella legge proporzionale che permetterà a tutti di entrare in parlamento anche con il due o tre per cento di voti, con diritto di veto. Tutti saranno asserragliati al trogolo (trough), tutti ad abbuffarsi. Ed il popolo? Trilussa diceva: “Il popolo se gratta”.
Sarà uno show molto divertente. Il Presidente Mattarella prima di dare l’incarico a Gentiloni ha ricevuto ben 23 (VENTITRE) delegazioni. Tutti rappresentanti del popolo, tutti a dare consigli, suggerimenti, richieste, a fare proposte al Presidente. In nome del popolo. Anche se il popolo di certi personaggi non ha mai sentito neppure il nome e meno ancora li ha votati.
Povera Italia. Lo faccio con rincrescimento ma come non dare ragione a Mussolini quando presagì che “governare l’Italia non è difficile, è inutile”.

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