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In Italia tanto tuonò che piovve

In Italia tanto tuonò che piovve

In Italia tanto tuonò che piovve

di Marco Scaccia

FROSINONE – In Italia ormai da tempo assistiamo al dilagare del fenomeno dell’antipolitica che ora si è trasformato nell’anti partito.

Sì, perché tutti i mali della nostra amata Italia sono riconducibili, direttamente o indirettamente ai partiti politici, alle loro correnti interne, alle loro lotte intestine per il potere… e così in tutte le elezioni degli ultimi anni – di ogni ordine e grado – abbiamo assistito alla nascita di numerosissime liste civiche e/o movimenti di cittadini.

Antesignano di ciò è stato sicuramente Beppe Grillo con il Suo MoVimento 5 Stelle che però ormai, da semplice voce contro, è divenuto “forza di governo” con tutte le problematiche che ciò comporta.

Già, perché è facile essere contro “sempre e comunque”, è facile essere populisti, è facile parlare “alla pancia della gente” usando temi sempre caldi, di interesse comune ma discorso ben diverso è governare.

Non a caso, infatti, i problemi per il M5S sono iniziati appena vinte le prime elezioni, e da lì in poi non si sono più fermati.

Emblematici sono i casi di Parma e Livorno, le prime città pentastellate di Italia che però assurgono agli onori della cronaca per le difficoltà dei loro Sindaci, poi a seguire i problemi a Comacchio, a Gela, a Quarto con il primo cittadino Rosa Capuozzo, prima difesa a spada tratta dal Direttorio e da Beppe Grillo e poi scaricata.

Ancora Pomezia, Ragusa, Bagheria, per non parlare delle accuse rivolte dagli epurati come ad esempio Federica Salsi, cacciata nel 2012 la quale sostiene che all’interno del MoVimento manchi del tutto la trasparenza e che i nomi del Direttorio siano stati imposti dall’alto.

A tutto ciò si deve aggiungere la situazione di Roma, la capitale della Nostra amata Italia, che se nell’ultimo periodo della giunta Marino era una città bloccata, dopo 90 giorni della elezione del neo sindaco Virginia Raggi è ormai paralizzata.

La governance delle più importanti Azienda Municipalizzate semplicemente non esiste, gli Assessori, quei famosi tecnici che avrebbero risolto tutti i problemi della Città Eterna si dimettono in massa e la tanto sbandierata equazione del M5S “avviso di garanzia = dimissioni” pare non valga per tutti.

In questo caos ed in piena bufera Loro cosa fanno? Danno la colpa “ai poteri forti che ci ostacolano…” oppure “..è colpa del PD..” o nel caso del Sindaco Raggi, rispolverano un lessico c.d. politichese per dire tanto e non dire nulla, così caro ai politici della Prima Repubblica.

Insomma, i fatti amministrativi raccontano di un M5S che dopo aver sbandierato trasparenza, onestà, e molto altro, ora si trova ad affrontare problemi concreti non realtà virtuale, con una certa difficoltà.

Aspettiamo per vedere come si evolveranno le cose, ma come dire, tanto tuonò che ora piove!

*Marco Scaccia è uno dei collaboratori del Corriere Canadese dall’Italia. I suoi articoli trattano temi di politica e di attualità.

(Venerdì 9 settembre 2016)

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