CorrCan Media Group

“Imbrogliapopoli” contro il referendum

“Imbrogliapopoli” contro il referendum

Prosegue il dibatto sul referendum costituzionale del 4 dicembre. Anche in Canada, dopo la presentazione delle ragioni del fronte del Sì e del No, gli italocanadesi continuano a discutere in vista del voto che potrebbe cambiare la Costituzione italiana. Di seguito pubblichiamo un articolo di Tony Rizzo.

“Imbrogliapopoli” contro il referendum

di Tony Rizzo

TORONTO – Un antico detto recita: “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. Tutti, prima o poi nella nostra vita, abbiamo sentito dai nostri genitori qualche ammonimento che riguardava qualche nostra frequentazione degli anni Verdi poco raccomandabile; ammonimento ispirato da questo antico detto.

Certamente guardando indietro negli anni abbiamo constatato la saggezza di questo principio.

Oggi, a proposito della feroce battaglia intorno al referendum del 4 dicembre, è giocoforza vedere i nomi della famosa “accozzaglia”, e rendersi conto che hanno fatto una bella compagine tutti coloro che, per non aver potuto ricevere o mantenere una comoda poltroncina accompagnata da decine di migliaia di euro al mese, alla faccia dei contribuenti onesti, si sono coalizzati sotto la bandiera del No della più retrograda demagogia.

Di fronte alle tante vergognose falsità disseminate su tutti i mezzi d’informazione da questi individui, e rendendosi conto, visto il risultato delle elezioni presidenziali americane, di quali possano essere le possibili conseguenze di uno sfacciato reiterare di abissali bugie, si è tentati di abbandonarsi ad un colpevole isolamento e consolarsi con un “non ti curar di lor ma guarda e passa”.Sarebbe facile ma non giusto! Bisogna reagire, bisogna fare la propria parte per quanto piccola possa essere, bisogna denunciare la madre di tutti i malaffari: il tentativo di addormentare le coscienze dei cittadini con lo strapotere dei sofisti prezzolati e i pennivendoli di periferia. Non si possono lasciar cadere nel vuoto scenari preparati a tavolino e presentati come storia vissuta e sofferta.

I propugnatori del No, essendo stati per trent’anni sulle barricate chiedendo l’eliminazione del Senato, delle Provincie, dello CNEL, lo snellimento della burocrazia, una legge elettorale che potesse garantire governi in grado di governare, non possono, oggi, dopo aver votato a favore in parlamento, e contando su qualche intoppo che era sempre puntualmente arrivato, far finta di niente e fare un’inversione a U, rinnegando tutto, solo perché a Roma è arrivato un ragazzo fiorentino che, memore di un famoso professorino siciliano trapiantato a Firenze che, diventatone amatissimo Sindaco, faceva seguire i fatti alle parole, ha preso le cose sul serio e vuole introdurre tutte quelle riforme di cui ha urgente bisogno l’Italia.

Potremmo fare i nomi di tutti questi “gattopardi” in Canada ed in Italia.

Ma ne vale veramente la pena? Li conosciamo tutti.

Preferisco, invece, farne uno solo di nome, ma di quelli che votano Si, il nome di quello che tutti hanno acclamato come Salvatore della Patria quando, accettando di continuare a servire la sua patria per qualche anno in più a condizione che le riforme fossero portate avanti, concesse a tutti quelli che avevano portato l’Italia sull’orlo del baratro,di rimanere attaccati alle loro poltrone per qualche anno in più e che adesso, per la sua generosa battaglia per il Sì è soggetto allo scorno degli “imbrogliapopoli” di turno; quel nome è Giorgio Napolitano.

Aiutiamo la nostra gente ad uscire dalla palude ora…non ci sarà un’altra occasione per i prossimi trent’anni, votiamo Sì, il voto degli italiani fuori dall’Italia, il 4 dicembre, sarà sui libri di storia. Questa è una delle  migliori eredità che lasceremo alle generazioni che ci seguiranno.

(Lunedì 28 novembre 2016)

Scarica ““Imbrogliapopoli” contro il referendum”

>> English Version

More in Comunita`