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Il paese delle meraviglie e della pacchia, finché dura

Il paese delle meraviglie e della pacchia, finché dura

Il paese delle meraviglie e della pacchia, finché dura

di Odoardo Di Santo

TORONTO – Le cronache italiane ci avevano raccontato le storie di dipendenti “furbetti”, che dopo timbrato o fatto timbrare i cartellini di presenza da colleghi compiacenti, si dedicavano a piacevoli faccende personali. I quotidiani italiani di recente hanno scritto di 29 dipendenti del Libero consorzio di Siracusa. Questi, nelle ore di lavoro, sono stati sorpresi a fare shopping, visite mediche, o dediti a lavoretti di giardinaggio o semplicemente a casa.

Secondo il giornale La Repubblica, “per essi è scattato il reato di truffa aggravata”.

Nella città di Sulmona, secondo il giornale Il Centro, 46 impiegati comunali, su un totale di 102, si dedicavano alle stesse attività dei dipendenti di Siracusa… con una variante, passavano il tempo al bar o più utilmente a fare la spesa giornaliera. Tutto a spese dei contribuenti che ovviamente si aspettano invano di ricevere i servizi richiesti.

Dopo sette mesi di pedinamenti della Guardia di Finanza, documentati anche dalle minuziose video registrazioni effettuate con le telecamere del Comune anche in questo caso, sono stati configurati vari reati: dalla truffa aggravata alle false attestazioni o certificazioni nell’utilizzo dei badge da parte di dipendenti pubblici.

Abbiamo anche visto fotografie di impiegati che durante le ore di lavoro se la spassavano sulla spiaggia, sotto l’ombrellone. Per non parlare dell’infelice Guardia di Finanza, divenuto involontario stalker, costretto a seguire un impiegato comunale che ogni giorno dopo aver timbrato si recava a passare la giornata con l’amante.

Il 13 luglio è entrata in vigore la legge del governo Renzi per la riforma della pubblica amministrazione. “Licenziamento rapido a tutela dei dipendenti onesti”, affermava con prematuro ottimismo la ministra Madia autrice della legge.

Purtroppo però siamo in Italia.

La Regione Veneto fa ricorso alla Corte Costituzionale, la quale ha bocciato, perché incostituzionali, quattro articoli della riforma – incluso il decreto legislativo che prevede per i dipendenti colti in flagrante, cioè presi con le mani nel sacco, la sospensione in 48 ore, il taglio immediato dello stipendio ed il licenziamento in 30 giorni.

La legge Madia prevedeva l’attuazione, dopo avere avuto il parere della Conferenza Stato-Regioni, come avviene in Canada tra Governo e Province. Per la Corte Costituzionale invece è necessaria l’intesa (cioè l’accordo) per poter procedere.

Ora, il furbetto licenziato può fare ricorso, vincerlo e tornare al Suo Posto (con la maiuscola). In Canada, è un concetto difficile a comprendersi. Qui uno ha “un lavoro”, lavora con il tale “datore di lavoro” ecc.

In Italia si ha un Posto, cioè un parcheggio che assicura uno stipendio e che non ha nulla a che fare con il fornire un servizio ai cittadini. Il concetto di Civil Servant in Italia è semplicemente una eresia. Chiunque abbia a che fare con un ufficio pubblico in Italia conosce gli orrori.

Con la riforma della Costituzione che sarà votata il 4 dicembre si affronta anche questo problema perché si elimina la confusione delle materie concorrenti tra governo e Regioni, con una clausola di supremazia: “nell’interesse nazionale”.

La sentenza della Corte ha creato lo scompiglio. Prepariamoci a migliaia di furbetti che faranno ricorso, vinceranno, saranno riassunti e risarciti con arretrati.

La situazione, se non fosse triste sarebbe comica come secondo La Repubblica spiega, con linguaggio per noi oscuro, il solito leguleo che conosce bene i codicilli, cioè il Prof. Massimo Luciani. Lui dice: “Certo deve essere un giudice a dichiarare la illegittimità o l’amministrazione ad adeguarsi”.

Questo per La Repubblica, significa che, se il dirigente scopre il furbetto, deve denunciarlo, perché se non lo fa, rischia a sua volta il licenziamento, anche se la legge che lo prevede è incostituzionale. Cioè chi commette il reato di truffa ecc. non può essere licenziato; ma può essere licenziato il dirigente che apparentemente al suo posto di lavoro, se non denuncia il dipendente fedifrago che però non può essere licenziato.

Chiaro? Il governo può ricorrere alla magistratura per avallare un licenziamento, ma con i tempi dei processi in Italia, i furbetti andranno in pensione o i reati saranno prescritti, con buona pace dei cittadini onesti.

Renzi ha commentato dicendo che anche questo dimostra che l’Italia è un paese bloccato.

(Martedì 29 novembre 2016)

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