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Anche candidati fantasma in corsa al Senato italiano

Anche candidati fantasma in corsa al Senato italiano

TORONTO – L’invito ad un dibattito tra i candidati per le elezioni al Senato italiano era stato rivolto a tutti quelli che concorrono nella circoscrizione del Nord e Centro America, per l’unico posto disponibile.
Sembrerebbe  logico che, chi si autoproclama rappresentante della comunità, cogliesse l’opportunità di incontrare quelli che sono chiamati a votare. 
Ma, a quanto pare, la logica non è oggetto di interesse per tutti, tra coloro che aspirano al titolo di Senatore.
Il “dibattito” – non organizzato dal Corriere Canadese, anche se il suo presidente editore avrebbe acconsentito all’incarico di moderatore, nel caso che tutti i candidati lo avessero accettato per questo ruolo – è stato abilmente condotto, seppur con indulgenza, da Daniela Sanzone.
Tre candidati, Angela Maria Pirozzi Giannetti (Ottawa), Emilio Barletta (New York) e Paolo Canciani (Toronto) hanno fatto del loro meglio, per così dire,  esprimendosi su questioni culturali, della lingua, dei servizi che l’Italia offre ai suoi espatriati e dichiarandosi parte di un “movimento politico” la quale forza motrice risiede in Italia e si esprime in Europa.
Un quarto candidato, Tony D’Aversa, dopo aver notato solo tre altri suoi omologhi, ha dichiarato espressamente di: “rinunciare alla discussione dato che non era presente nessun candidato dei partiti di centro destra. 
A (suo) dire … ogni dibattito questa sera è inutile senza un confronto diretto tra candidati di tutti i partiti”.
Si percepiva sia la sua che la frustrazione degli altri, condivisa anche dai presenti in sala: a Toronto c’è il blocco più grande  di elettori (circa 70mila in tutta la GTHA).  Se i candidati non colgono l’occasione di incontrarli ora, quando?
In realtà, la sostanza della serata sta nel totale disdegno e disinteresse degli elegibili, per l’elettorato di Toronto, dimostrato con la loro assenza. 
Se non fosse per quelli che si sono presentati a “prendere i colpi e portare avanti le loro idee”, si sarebbe tentati di dire: a che pro tale dibattito?
Comunque, per quello che conta, lettori e votanti hanno qui i nomi dei quattro candidati, tra i quali scegliere un Senatore preparato a portare avanti i loro interessi – nelle diverse accezioni – nel Senato italiano.
 
 

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