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Nodo agricoltura al Nafta, Ottawa fa muro

Nodo agricoltura al Nafta, Ottawa fa muro

TORONTO – Il Canada non è intenzionato a sacrificare la stabilità del settore dell’agroproduzione durante le trattative sul nuovo Nafta. Lo ha confermato ieri il ministro dell’Agricoltura Lawrence MacAulay, che in concomitanza con i lavori del terzo round di negoziati in corso a Ottawa si è incontrato con i rappresentanti di categoria, dagli allevatori agli agricoltori, passando per i produttori di vino e gli imprenditori del settore dei latticini. “Siamo pronti – ha dichiarato il ministro liberale – a difendere un sistema che funziona molto bene per il nostro Paese, per i consumatori e che rappresenta un modello per il mondo intero”.
“Sappiamo – ha poi aggiunto – che gli Stati Uniti sono il maggiore mercato per i nostri prodotti, ma allo stesso tempo noi siamo il mercato più importante per molti Stati americani. Ci rendiamo conto che stiamo trattando con degli amici e per questo siamo fiduciosi che si possa arrivare a un accordo migliore”.
MacAulay in particolare ha difeso con forza il “supply management”, un sistema che garantisce la protezione di una vasta gamma di prodotti agricoli canadesi da quelli che provengono dall’estero e quindi anche dagli Stati Uniti. Il settore caseario – dal latte al burro, passando per lo yogurt e i formaggi – non è stato incluso nel Nafta entrato in vigore nel 2014. Il “supply management” permette l’accesso al mercato canadese di una determinata quota di questi prodotti, superata la quale scattano pesanti dazi doganali. Questo meccanismo è stato preso di mira dall’amministrazione americana, che vorrebbe inserire il settore negli accordi del nuovo Nafta, mentre Ottawa non ha alcuna intenzione di cedere di fronte alle pressioni di Washington.
Ma in generale il negoziato per un futuro Nafta 2.0 procede con delle battute d’arresto e dei passi indietro, nonostante le parole di ottimismo pronunciate dai negoziatori di Canada, Stati Uniti e Messico. Sono in pochi a credere che il negoziato possa rispettare la tabella di marcia fissata dalle tre parti che prevede la fine delle trattative entro il 2017. Sono troppe le questioni ancora aperte in un negoziato destinato a cambiare i rapporti commerciali tra i Paesi nordamericani. A Ottawa sono addirittura 28 i gruppi di lavoro, suddivisi per settore, che stanno portando avanti le singole trattative per la ridiscussione complessiva del Nafta, e in molti di essi è stato raggiunto l’impasse.  Servirà la buona volontà di tutte le parti in causa per superarle senza troppi scossoni.
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