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commercio Nafta: Trump minaccia, il Messico risponde

commercio Nafta: Trump minaccia, il Messico risponde

TORONTO – Articolo 2205 del trattato Nafta. È questo il minaccioso passaggio legale che permette a uno dei tre Paesi firmatari dell’accordo sul libero commercio in Nord America di abbandonare la nave e uscire dal trattato. Una Brexit in salsa nordamericana, insomma, che si verrebbe a consumare nel caso in cui il negoziato attualmente in corso per rinnovare il Nafta non dovesse registrare un’unità di vedute e intenti. Stando all’articolo 2205 del trattato, i Paesi contraenti hanno la facoltà di uscire dall’accordo: lo devono comunicare agli altri Paesi invocando appunto questa clausola, che farà scattare i sei mesi di tempo entro i quali chi è intenzionato ad uscire dovrà confermare o meno la propria dipartita. 

Ma il negoziato rischia di deragliare da un momento all’altro, per via della continua opera di sabotaggio apportata dal presidente americano che mercoledì, per la terza volta in appena dieci giorni ha minacciato di prendere la decisione unilaterale di uscire dal Nafta. Suggerendo, questa volta, la possibilità di invocare l’articolo 2205 per dare una svolta definitiva alla trattativa, che porterebbe o a un accordo sulla falsariga di quanto vuole l’amministrazione americana o a un definitivo de profundis del trattato
“Stiamo lavorando sul Nafta – ha detto l’inquilino della Casa Bianca, all’orribile, al terribile Nafta. Dobbiamo cambiare questo accordo. Speriamo di poterlo rinegoziare, ma se non ci riusciamo, lo termineremo e ripartiremo dall’inizio per un accordo vero”. 
Tradotto: o il Canada e il Messico rispettano le condizioni di Washington, o salta tutto. Ma come l’hanno presa i due partner? Ottawa continua a rimanere fedele al suo approccio avviato sin dalle prime battute dal negoziato, quello del basso profilo e della non risposta alle provocazioni e alle minacce di Trump. Il Messico, invece, continua a rispondere per le rime. Il ministro degli Esteri Luis Videgaray ha sottolineato come il suo Paese, nel caso in cui Washington dovesse appellarsi all’articolo 2205 dell’accordo, lascerebbe immediatamente il tavolo della trattativa, mettendosi definitivamente alle spalle la possibilità di approvare un nuovo Nafta o un nuovo accordo di free trade con gli Stati Uniti. Il Messico insomma risponde con una minaccia alla minaccia del presidente Usa. 
Quello che è certo è che ci stiamo avvicinando al secondo round di negoziati – in programma a partire dal 10 settembre a Città del Messico – in un clima che non è certo dei migliori. Con la speranza, tuttavia, che la delegazione dei negoziatori americani affrontino più seriamente la trattativa prendendo le distanze dalle sparate quotidiane del loro controverso presidente.
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