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Columbus Centre, la targa è pronta

Columbus Centre, la targa è pronta

TORONTO – C’è una foto della Rotunda, una del mosaico posto all’ingresso principale della St. Mary’s Training School poi convertita nel Columbus Centre.

E c’è anche una immagine che la dice lunga sull’importanza del centro comunitario: in questa, assieme a Tony Fusco e al Ceo dell’Italian–Canadian Benevolent Corporation Paul Ariemma ci sono gli attori Gina Lollobrigida e Rossano Brazzi. Era il 1978 e si stava svolgendo un Telethon per la raccolta di fondi.

Sono queste le immagini raffigurate sulla targa che sarà installata a breve per suggellare la tanto agognata designazione del Columbus Centre di heritage site. «La comunità ha raccolto 7.500 dollari per acquistare una targa con la scritta heritage site – aveva detto lo scorso gennaio il consigliere comunale Mike Colle – il comune ha già approvato, bisognerà solo decidere dove sistemarla».

La gioia, per la comunità italocanadese che si è battuta come un leone per scongiurare la demolizione del Columbus Centre, è incontenibile. Ci sono voluti mesi e mesi di lotta per poter giungere all’inclusione nel registro che annovera le proprietà che rappresentano un patrimonio culturale per la nostra città: con il sostegno di vari politici e di persone che del Columbus Centre hanno fatto – per vari motivi – un punto di riferimento si è giunti alla battuta finale.

La targa c’è, la festa ci sarà anche. Così come festa è stata quando lo scorso 30 gennaio a City Hall è stata scritta una pagina importante per il centro comunitario nato grazie agli sforzi della comunità di origine italiana.

Un luogo dove incontrarsi, dove socializzare, dove sentirsi a casa. E così è stato fino al giorno in cui – in grande segretezza – Villa Charities Inc. ha deciso che era necessario far entrare in funzione le ruspe per far posto a un edificio da condividere con la Dante Alighieri Academy.

Non avevano però fatto i conti con la comunità, probabilmente avevano sottovalutato la sua forza, la sua determinazione per far continuare a vivere un luogo del cuore, icona della cultura italiana.

Più che un edificio il Columbus Centre – che è stato voluto, pensato, realizzato con tanti sacrifici e determinazione dove hanno fatto tappa politici, cantanti, attori, artisti e personalità italiane in visita in Canada – è una testimonianza della presenza e della laboriosità degli italiani a Toronto.

Non va dimenticato che Villa Charities Inc. è un’organizzazione senza fini di lucro registrata il cui scopo – secondo quanto riportato sul suo sito internet – è quello di “celebrare e promuovere i valori del patrimonio, della cultura, della lingua, delle arti, dell’alimentazione e della famiglia italiani”.

Le intenzioni sono buone, insomma. Peccato che poi la realtà abbia provato che quest’attaccamento all’italianità non è poi così forte. Tutt’altro.

Tra gli innumerevoli sostenitori della comunità nella sua battaglia per il Columbus Centre non si può non ricordare l’agguerrito fondatore della Columbus Athletic & Social Association (CASA) Ian D. MacDonald che ha preso a cuore questa causa e giorno dopo giorno ha mantenuto in contatto e aggiornato sugli ultimi sviluppi coloro che desideravano salvare il centro all’incrocio di Dufferin e Lawrence ed ha organizzato anche manifestazione di protesta. Ad una di queste ha preso parte anche il sindaco di Toronto John Tory.

Quel che importa adesso è suggellare lo status di sito protetto
che annovera il Columbus Centre nel City of Toronto’s Heritage Register.

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