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Columbus Centre, cacciato MacDonald

Columbus Centre, cacciato MacDonald

TORONTO – Prima c’è stato il divieto di affiggere volantini all’interno del Columbus Centre senza l’autorizzazione di Villa Charities. Poi l’11 agosto a Ian MacDonald è stata sospesa la membership alle strutture atletiche per sei mesi. Ora lo strenuo difensore del centro comunitario è stato allontanato irrevocabilmente dalla struttura.

MacDonald al suo rientro a Toronto ha trovato ad aspettarlo una lettera datata 28 marzo 2019 che portava la firma di del presidente e Ceo di Villa Charities Inc. Anthony Di Caita.

“Mr. MacDonald con effetto immediato non è più il benvenuto nel nostro campus e in nessuna delle nostre strutture e la sua iscrizione all’Athletic è rescissa defi nitivamente”.

La motivazione addotta da Di Caita per la drastica decisione è “la violazione al Code of Conduct”: “Più di recente ha condiviso diverse fotografi e discutibili con un ‘‘funzionario pubblico’ e ha insinuato che i residenti dei nostri condomini sono stati ‘trattati male’ da Villa Charities – ha scritto ancora il presidente e Ceo di VCI – I suoi tentativi vessatori di mettere in imbarazzo e screditare questa organizzazione non saranno tollerati”.

Un messaggio chiaro e limpido al quale Ian MacDonald, fondatore della Columbus Athletic & Social Association (CASA) ha risposto con una lettera aperta.

“Tutto quello che la missiva del 28 marzo mi ha confermato è che lei è vendicativo e inadatto al lavoro che sta svolgendo. Diversamente da lei, ho nel mio cuore il Columbus Centre – ha scritto MacDonald – Non ho intenzione di tornare al Columbus Centre fi nché lei sarà ancora lì – io e migliaia di altri speriamo non per lungo tempo – Fino ad allora continuerò ad aiutare i membri di CASA ogni volta che me lo chiederanno”.

MacDonald nella sua risposta a Di Caita ha ribadito di aver ricevuto le fotografi e in questione da membri di CASA che risiedono negli appartamenti di Villa Charities Inc. e gli hanno chiesto di intervenire.

“Desiderando comunicare direttamente con te, per proteggersi, passano attraverso una terza parte: me. Sono solo il messaggero. Quando mi chiedono di aiutarli faccio quel che posso”.

MacDonald risponde passo per passo alla missiva del presidente e Ceo di VCI. “Il ‘pubblico u ciale’ al quale si riferisce, dopo aver visto la sua umiliante e minacciosa comunicazione agli inquilini degli edifici residenziali (nella quale ha mostrato la totale mancanza di rispetto per la dignità degli anziani), si è sentita in dovere, come rappresentante eletto nel Parlamento italiano, di comunicarle questo reclamo”.

Un altro motivo di fastidio, secondo molti, sembra essere la sistemazione di una targa con la scritta “heritage site”, voluta e finanziata dalla comunità e dai membri di CASA, che è in programma nei prossimi mesi.

Dopo lunghi mesi di lotta della comunità è giunta il 31 gennaio scorso la tanto desiderata designazione che scongiura la demolizione del Columbus Centre. Mentre i sostenitori del centro gioiscono, a qualcuno è rimasto l’amaro in bocca.

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