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Wynne suona la carica, i conservatori in cerca di leader e sicurezze

Wynne suona la carica, i conservatori in cerca di leader e sicurezze

TORONTO – La corsa al voto in Ontario è già iniziata. Nonostante  manchino quattro mesi all’appuntamento alle urne, i partiti – con stati d’animo opposti – si stanno preparando per le elezioni di giugno facendo leva anche sulle debolezze degli avversari con l’obiettivo di accaparrarsi il bacino di elettori più numeroso, quello degli indecisi.
Il discorso di sabato di Kathleen Wynne, davanti alla platea liberale, sa tanto di intervento di avvio – ancora non ufficiale – della campagna elettorale. La premier ha difeso con forza i risultati del suo governo, dal pareggio del bilancio agli investimenti nelle infrastrutture, passando per gli interventi nel mondo del lavoro – con particolare enfasi sull’innalzamento della paga minima – e per la rivoluzione nel settore sanitario, con i farmaci gratuiti per tutti gli under 24 in Ontario.
Ma Wynne ha anche affrontato il tema principale di queste settimane, quello delle molestie subite dalle donne: un chiaro affondo contro il Progressive Conservative, il partito che ha visto cadere le teste del leader Patrick Brown e del presidente Rick Dykstra per comportamenti sessuali inappropriati. “Mi sento ispirata – ha dichiarato la leader liberale – dal coraggio delle donne che hanno deciso di farsi avanti e di condividere le loro esperienze. Rimango meravigliata dalla loro forza di fronte al dolore. Ma sono affranta che nel 2018, noi come società siamo ancora confrontati da questo comportamento vile e inaccettabile che sta dominando le prime pagine dei giornali proprio adesso”.
Nel frattempo continua il caos nel campo opposto, quello dei conservatori. Il leader ad interim Vic Fedeli, che ha rinunciato alla corsa alla leadership, ha confermato come oltre 67mile iscrizioni al partito non siano state regolari: dei 200mila annunciati da Brown ne rimarrebbero 133mila, con molti dubbi anche su questo ultimo numero.
E se oggi Caroline Mulroney ufficializzerà la sua candidatura alla corsa alla leadership, tra i membri del partito continuano ad esserci dubbi e timori sulla reale possibilità che il Progressive Conservative sia in grado di farsi trovare pronto per l’appuntamento alle urne di giugno.
Sempre sabato Doug Ford ha dato il via alla sua campagna per raccogliere il testimone da Brown, denunciando ancora una volta le élite del partito e lanciando un appello diretto alla base conservatrice. Anche perché siamo di fronte a una corsa contro il tempo. I nuovi membri, così come i candidati alla leadership, potranno iscriversi entro il 16 febbraio. Si voterà elettronicamente dal 2 all’8 marzo, due giorni dopo l’annuncio dei risultati.
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