CorrCan Media Group

Verso il voto: giù le tasse per le piccole imprese

Verso il voto: giù le tasse per le piccole imprese

TORONTO – Il governo provinciale si prepara alle elezioni del prossimo giugno. A meno di sei mesi di distanza l’esecutivo dell’Ontario ha deciso di mettere sul tavolo una lunga serie di proposte epressamente dirette al tessuto imprenditoriale della provincia, in particolare quello medio piccolo. A delineare le future strategie del governo Wynne è stato ieri il ministro delle Finanze Charles Sousa durante il tradizionale update fiscale autunnale a Queen’s Park. Il braccio destro della premier, innanzitutto, ha confermato come il governo raggiungerà l’obiettivo relativo al pareggio di bilancio. Allo stesso tempo introdurrà una serie di provvedimenti per le piccole imprese, a partire dal taglio dell’1 per cento dell’imposta del 4,5 per cento sui primi 500mila dollari di profitto per le piccole aziende (che in termini fiscali viene chiamata detrazione per le piccole imprese). Una quota questa che è compresa nella tassa sulle imprese all’11,5 per cento.
Nel pacchetto di misure, inoltre, è compreso uno stanziamento del governo pari a 500 milioni di dollari sempre per le imprese con meno di 100 dipendenti, mentre è stata annunciata anche l’attivazione di un fondo da 124 milioni di dollari in tre anni finalizzato all’assunzione e al mantenimento in organico dei giovani lavoratori di età compresa tra i 19 e i 29 anni.
I provvedimenti entreranno in vigore a partire dal primo gennaio, data in cui partirà ufficialmente la riforma del lavoro voluta dal governo. In particolare dal 2018 ci sarà l’aumento del salario minimo, che passerà da 11,60 a 14 dollari all’ora, cifra questa che lieviterà a 15 dollari all’ora di paga minima a partire dal 2019.
Il governo quindi cerca di dare risposte concrete alla classe imprenditoriale che nei mesi scorsi non aveva nascosto le proprie preoccupazioni per il repentino aumento dello stipendio minimo. 
Le associazioni di categoria avevano sottolineato come la crescita del peso dei salari nelle aziende senza un aumento graduale e diluito nel tempo avrebbe provocato alla lunga la perdita di posti di lavoro. Ora l’esecutivo cerca di bilanciare i due elementi confermando le linee guida della riforma retributiva, ma aggiungendo, allo stesso tempo, misure volte all’alleggerimento fiscale per gli imprenditori. Questi provvedimenti saranno sicuramente al centro della prossima campagna elettorale in vista del voto del giugno 2018. Il Progressive conservative party guidato da Patrick Brown si è già detto contrario e a Queen’s Park ha votato contro l’aumento della paga minima. 
More in Chiesa2000