Sondaggi e veleni, Wynne ancora nel mirino

di Francesco Veronesi del March 27, 2017
TORONTO - Kathleen Wynne ancora una volta nel mirino. Quella appena conclusa è stata l’ennesima settimana nella quale la premier dell’Ontario ha dovuto fare i conti non solo con le polemiche scatenate dall’opposizione, 
ma anche dagli scricchioli sempre più forti all’interno del Partito Liberale, con gli equilibri interni che rischiano di saltare per le pressioni da parte di chi vorrebbe un passo indietro della leader liberale il prima possibile.
 Anche perché i sondaggi continuano ad essere molto negativi e con il passare delle settimane e dei mesi l’elettorato dell’Ontario resta sulle sue posizioni estremamente critiche verso le politiche della premier. 
La scorsa settimana l’affondo è arrivato da una delle eminenze grigie della galassia liberale della Provincia, Greg Sorbara, che durante un’intervista concessa su TVO ha messo in dubbio la possibilità di vittoria dei liberali con l’attuale leadership. “Nel Partito Liberale dell’Ontario - ha detto l’ex ministro delle Finanze - c’è molta gente che ormai pensa che sia tutto finito. Io direi alla premier che è estremamente improbabile la sua vittoria alle prossime elezioni”. L’unica strada percorribile, per continuare a coltivare qualche speranza di vittoria per il voto del giugno 2018, è quella del doloroso passo indietro. “La premier dovrebbe chiedersi se, visto l’attuale scenario, sia forse meglio dimettersi prima delle prossime elezioni. I numeri dei sondaggi non mentono, e la possibilità di vincere le elezioni è davvero molto remota”.
E se davvero i numeri non mentono, come dice Sorbara, le speranze di avere la meglio sul Progressive Conservative guidato da Patrick Brown sono davvero ridotte al lumicino. Stando all’ultimo sondaggio presentato dalla Angus Reid, il livello di popolarità di Kathleen Wynne nell’elettorato dell’Ontario è ai minimi storici. Secondo l’ultima indagine demoscopica, quello per la premier è crollato al 12 per cento. E questo - spiegano gli esperti dell’istituto statistico - soprattutto perché gli elettori continuano a non ritenere credibile la strategia di riduzione dei costi energetici annunciata dalla stessa leader liberale. Insomma, secondo i cittadini il costo delle bollette è ancora troppo alto e il piano di rientro dei costi annunciato dalla Wynne non dà sicurezze. 
Secondo tutti gli ultimi sondaggi effettuati dai principali istituti demoscopici, il tema delle bollette della luce alle stelle sarà la questione centrale della prossima campagna elettorale e la maggioranza degli elettori - sempre secondo i sondaggi - deciderà di votare a seconda delle soluzioni presentate dai singoli partiti per abbassare i costi energetici.
Greg Sorbara, anche alla luce dei nuovi sondaggi, si è fatto portavoce di un malessere strisciante che continua a serpeggiare nel partito. Per quanto riguarda i tempi, è chiaro che una eventuale sostituzione della leader liberale non potrà arrivare troppo in là.
A questo punto il momento decisivo sarà rappresentato dal giorni roventi della presentazione del budget, con il ministro delle Finanze Charles Sousa che avrà su di sé tutta l’attenzione garantitagli dalla manovra 2017. Solo allora sapremo se il malcontento all’interno del partito porterà a una sfida formale alla leadership della Wynne o se la dirigenza grit deciderà, ancora una volta, di andare al voto puntando sulla leader attualmente in sella.
D’altro canto le grandi manovre per la sostituzione della premier sono già partite da tempo, anche se nessun esponente del partito ad alto livello, prima di Sorbara, era uscito allo scoperto. E se si tiene conto che lo stesso Sorbara fu uno dei grandi artefici della vittoria della Wynne contro Sandra Pupatello per la leadership liberale nel 2013, si capisce quanto possa essere profondo il malessere nella base e nella dirigenza liberale.

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TORONTO - Mancano poco più di sei mesi al voto provinciale, ma in realtà in Ontario la campagna elettorale è già iniziata. A dare il via alla corsa a Queen’s Park è stato Patrick Brown, leader del Progressive Conservative che nel fine settimana a Toronto, davanti a una platea di 1.500 conservatori, ha presentato la piattaforma elettorale tory con la quale l’mpp di Barrie punta a sconfiggere il Partito Liberale di Kathleen Wynne e l’Ndp di Andrea Horwath. Un programma, di 78 pagine, nel quale sono contenute 147 promesse elettorali. E lo stesso Brown, in caso di vittoria, ha preso il solenne impegno di realizzare le cinque promesse più importanti entro la fine della prossima legislatura. Se questo non dovesse avvenire, il leader del Progressive Conservative si farebbe da parte e non correrebbe per la premiership nel 2022.
Brown innanzitutto vorrebbe rimettere le mani sul fronte della pressione fiscale. Il leader tory ha intenzione di tagliare le tasse per tutti coloro che guadagnano meno di 86mila dollari all’anno: chi ha uno stipendio fino a 42.960 dollari si vedrebbe ridotta l’imposta provinciale dal 5,05 per cento al 4,5 per cento, mentre quella che lui ha definito classe media - chi guadagna dal 42.960 fino a 85.923 dollari, avrebbe un taglio delle tasse d quasi il 2 per cento, dal 9,15 per cento al 7,1 per cento.
Nell’arco della prossima legislatura, questo taglio delle tasse aprirebbe un buco di 3,2 miliardi di dollari annui, soldi che in qualche modo devono essere recuperati. Ecco allora che Brown rispolvera una classica ricetta dei conservatori, il taglio ai servizi pari a 2,8 miliardi di dollari all’anno, che riporterebbe l’Ontario nel deficit nel 2018, per poi tornare al pareggio di bilancio negli anni successivi.

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