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Patrick Brown boicotta Queen’s Park, ma arriva la nuova grana sui fondi

Patrick Brown boicotta Queen’s Park, ma arriva la nuova grana sui fondi

TORONTO – Non c’è pace all’interno del Progressive Conservative. Ieri, alla riapertura dei lavori parlamentari dopo la pausa invernale, Patrick Brown non si è fatto vedere e ha preferito continuare la sua campagna sul territorio per ricostruire attorno a sé il consenso necessario per riagguantare la leadership del partito. Il boicottaggio di Queen’s Park, inoltre, è servito all’ex leader del PC per evitare l’umiliazione di dover sedere tra gli indipendenti, dopo essere stato espulso dal caucus del partito venerdì scorso, poche ore prima della presentazione della sua domanda per correre ancora una volta alla leadership conservatrice. 
Continua nel frattempo lo scontro tra i cinque candidati, con Doug Ford che ancora una volta ha attaccato le élite del partito insieme alla decisione di Brown di candidarsi a quella leadership abbandonata da meno di un mese. Lunedì, durante una manifestazione organizzata a Ottawa, l’ex consigliere comunale di Etobicoke, non si è solamente scagliato contro la premier liberale Kathleen Wynne, ma ha anche attaccato duramente la dirigenza del partito – e in particolare il suo ex leader Brown, senza però mai nominarlo – per la caotica gestione del tesseramento che ha portato alla scoperta di oltre 60mila tessere fasulle e quella altrettanto discutibile del processo di nomination, con “problemi e irregolarità in 40-50 distretti”.
Un affondo durissimo, quello di Ford, che in questi giorni ha confermato la sua intenzione di eliminare buona parte della piattaforma programmatica costruita da Brown negli ultimi due anni.
Ma per l’ex leader i problemi non finiscono certo qua. Dopo le accuse di comportamento sessuale inappropriato che hanno portato alle sue dimissioni, è emersa un’altra vicenda che dovrà essere chiarita nei prossimi giorni. Secondo quanto riportato ieri dal Globe and Mail, un affidavit dimostrerebbe come nel giugno del 2016 Brown fosse in trattativa con un certo Jass Johal per la vendita delle sue quote di un ristorante oltre che un imprecisato numero di punti di Aerplan per un totale di 375mila dollari. Sempre secondo il Globe, esattamente un mese dopo la firma dell’affidavit, Brown depositò 375mila dollari nel suo conto personale della CIBC. Dopo altri quattro mesi, infine, Jass Johal venne nominato per acclamazione candidato del Progressive Conservative nel nuovo distretto elettorale di Brampton North. Una serie di eventi, quelli elencati, che dovranno essere chiariti dall’ex leader conservatore.
Nel pomeriggio poi è arrivato il nuovo affondo di Randy Hillier, mpp conservatore che appoggia Christine Elliott e che ha chiesto un’indagine da parte del Commissario all’Etica sull’ex leader. “Patrick Brown – ha dichiarato ieri – si sta dedicando ormai da troppo tempo a una politica sporca e disonesta in questa provincia e la gente ha trovato nuove prove significative e sostanziali. Brown ha violato la Members Integrity Act dell’Ontario”. Dichiarazioni pesantissime, che danno l’idea del clima che si sta respirando nella dirigenza del partito.
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