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Nomine per la leadership PC: si accettano solo “Pettina bambole”

Nomine per la leadership PC: si accettano solo “Pettina bambole”

TORONTO – Il  commento politico è denso di insidie create da associazioni di idee percepite a priori. Quando ho trattato con un gruppo di sostenitori per affrontare la sfida di pubblicare un quotidiano concentrato in questioni sul piano nazionale, provinciale e comunale, visti dall’angolo di una “prospettiva comunitaria”, è stato difficile per alcuni accettare che noi pubblicassimo articoli e commenti “equilibrati”. Dopotutto, noi siamo la somma delle nostre esperienze.
Detto ciò, nessuna pubblicazione che si auto-rispetti può evitare di esprimere un commento sull’evento politico in Ontario, secondo in scala di importanza per quest’anno: la scelta di un leader per l’opposizione ufficiale a Queen’s park. È ovvio che il primo evento più importante è l’elezione del 7 giugno prossimo, durante la quale quel leader sfiderà l’attuale Premier.
Questa settimana, il Partito Conservatore farà la sua scelta. L’onestà del processo di voto, che avverrà on line, è qualcosa che costa fatica. Già messa in discussione dai fedeli al partito, da concorrenti alla leadership, dagli aspiranti falliti nel processo nominativo e dallo stesso leader ad interim, Vic Fedeli.
Anche la validità dei votanti stessi è dubbia.
 Il signor Fedeli, il primo ad essere segnalato come potenziale sostituto del licenziato leader Patrick Brown, ha dichiarato che la lista originale dei membri del partito non era affidabile, una sottovalutazione dalle dimensioni iperboliche. In un primo momento ha detto che almeno 70mila nomi erano, eufemisticamente, “membri fantasma”.
Il signor Fedeli si è ritirato dalla corsa per concentrarsi nel lavoro di pulizia del marciume nel sistema e per preparare il partito alle imminenti elezioni. Rick Dykstra, presidente del partito, responsabile per la manutenzione dell’apparato dirigente del partito, si è dimesso, sollevando una nuvola di polemiche. La piattaforma del partito, resa nota recentemente, (Una garanzia per il popolo) è stata velocemente distrutta. 
La saga ha avuto seguito nei dibattiti sulla Leadership. Il secondo e ultimo di questi, svoltosi ad Ottawa il 1mo marzo scorso, ha evidenziato come uno dei quattro candidati, Tanya Granic Allen, ha espresso con tenacia la sua opinione secondo la quale il PC non potrebbe aspirare al governo a meno che non spazzi via tutto il marcio e la corruzione creati da Patrick Brown e i suoi soci, secondo il processo democratico.
Granic-Allen ha sostenuto che più di cinquanta nomine erano illegalmente orchestrate da rappresentanti di Brown per ottenere un risultato inventato. Ha affermato che tale processo andava contro lo statuto del partito e che le nomine risultanti non potevano sostenere candidati legittimi a rappresentare il Partito Conservatore. Bisognerebbe cancellare quelle nomine per ricominciare da capo.
Vic Fedeli ha già messo in atto tali pratiche in due casi. Le accuse infondate su nomine assicurate da un contributo versato sul conto del Leader hanno cominciato a divulgarsi anche se, nel migliore dei casi, le prove sono “circostanziali”. 
Dovrebbe essere una pura coincidenza che tutte le nomine erano appoggiate da Patrick Brown;  comunque Fedeli e Granic Allen hanno – con le loro dichiarazioni e le loro azioni – sollevato un polverone su tutte le nomine “prescelte” sotto il regime di Brown. È giusto chiedersi se quei candidati debbano sentirsi in dovere di spiegare la loro relazione con Brown. Hanno percepito la corruzione del sistema quando si sono assicurati la nomina?
Nell’interesse della democrazia locale e nei processi elettorali orientati verso i cittadini, i nostri lettori del Partito Conservatore renderebbero un servizio pubblico se rivolgessero quella domanda al leader ad interim Vic Fedeli, ai signori Calandra, Cuzzetto, De Montis, Lecce, Puccini e Tibollo.
 
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