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Morte di Jeremiah. il “mea culpa” del provveditorato

Morte di Jeremiah. il “mea culpa” del provveditorato

TORONTO – Non accenna a diminuire la polemica sulla morte  di Jeremiah Perry, lo studente di 15 anni annegato il 15 luglio scorso durante una gita scolastica all’Algonquin Park. Ieri il director of education del Toronto District School Board (TDSB) John Malloy, ha confermato che la vittima, così come altri 15 ragazzi che hanno partecipato alla gita, non aveva superato il test di nuoto come richiesto dall’Ontario Physical and Health Education Association. Altri due studenti non hanno neppure sostenuto la prova di nuoto. «Sono profondamente  dispiaciuto da quanto successo – ha detto Malloy – a nome del TDSB offro le scuse più sincere. Chiedo scusa anche alle famiglie degli altri studenti che hanno partecipato alla gita pur non avendo superato il test di nuoto. I ragazzi che non avevano superato il test non dovevano essere ammessi alla gita».
Il corpo senza vita di Jeremiah, che è scomparso mentre nuotava, è stato trovato dai sommozzatori il giorno seguente: il ragazzo, che era giunto un anno fa dalla Guyana frequentava il C.W. Jeffreys Collegiate Institute a North York. 
Malloy ha aggiunto che due insegnanti che avevano il compito di sorvegliare sulla sicurezza dei 32 studenti durante la loro permanenza all’Algonquin Park, sono al momento sospesi e che nuove procedure sono già state messe in atto affinchè una tragedia come questa non si ripeta più. «I presidi delle scuole dovranno controllare se i ragazzi che si sono sottoposti al test abbiano superato o meno la prova e informare i genitori – ha detto Malloy – so che la famiglia di Jeremiah desidera che vengano adottate delle misure affinchè quanto accaduto non succeda più».
Dopo l’incidente costato la vita al proprio figlio, Joshua Anderson, aveva affermato che doveva essere compito della scuola assicurarsi che Jeremiah, così come gli altri studenti, non fossero in pericolo. «Non abbiamo mai pensato ad una evenienza simile perchè era scontato, secondo noi, che la scuola avrebbe garantito una corretta supervisione, avrebbe seguito il protocollo del caso».
Al momento, una indagine interna per capire meglio come una tragedia simile sia successa, è  ancora in corso. «L’inchiesta non si è ancora conclusa perchè alcuni membri coinvolti, tra i quali i due insegnanti che erano all’Algonquin Park, hanno “esercitato il loro diritto legale a non parlare” – ha aggiunto il direttore all’Istruzione Malloy – il Toronto District School Board ha esaminato ogni gita in programma prima del 5 settembre ed ha confermato che non si sono verificati problemi simili in nessuno dei casi».
Non è sorpreso dal rapporto del TDSB che suona come un “mea culpa”, Joshua Anderson: «Apprezzo che il board abbia reso pubbliche queste informazioni anche se nulla può essere fatto per riportare in vita Jeremiah. Siamo ancora sconvolti e addolorati per la sua morte».
 
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