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Lunga campagna elettorale, un punto a favore per la Premier uscente

Lunga campagna elettorale, un punto a favore per la Premier uscente

TORONTO – Doug Ford ha perso un’opportunità d’oro per prevalere su Kathleen Wynne (o, allo stesso modo, su Andrea Horwath) nel giorno del Discorso dal Trono. È sorprendente per un politico i quali “ferri del mestiere” sono costituiti da trovate politiche e facili frasia succinte.
Mi aspettavo da una parte che lui e il suo team, avrebbero boicottato la Legislatura e presentato il “Piano PC per l’Ontario”, nella sua stessa piazza, che lunedì scorso è stato il Toronto Convention Centre in Etobicoke. Che diamine, anche l’NDP ha dato un piccolo segno, annunciando la proposta di ampliare la copertura sanitaria, per sottrarre ai Liberali un po’ di attenzione, in quella giornata.
Ford non ha piani da proporre, almeno non per ora. 
Nel frattempo, le uniche cose che sembrano evidenziarsi sono l’accumulo di strali di antipatia viscerale verso Kathleen Wynne e lo sperpero di denaro attraverso tagli alle imposte. Quanto e a chi è un altro discorso.
Mi sono avviato verso il distretto di Etobicoke North, dove i Conservatori avevano promesso che Doug Ford avrebbe ispirato i seguaci con un “Discorso del Trono, alternativo”, in un “Raduno d’Unità”.
Ogni esponente della Stampa e dei Media in generale, della Cristianità e di molti altri regni religiosi, hanno fatto lo stesso. Ottimo per gli organizzatori, visto che l’enorme pedana riservata ai giornalisti insieme ai vari tavoli sparsi nell’immensa sala, riducevano gli spazi dando l’impressione che ci fosse più gente di quanto se ne potesse contare, un migliaio di persone, circa, per gli interessati ai numeri.
Comunque un numero significante, pari approssimativamente a 20 unità per ogni distretto della GTA. 
Ne sarebbero potute essere di più se avessero specificato per iscritto che l’invito era rivolto anche alle donne.
È una svista che ha riguardato anche gli attuali parlamentari federali e i candidati nominati. Tra quest’ultimi, un ex collega e MP, Daryl Kramp, per partecipare all’evento è arrivato dall’estremo Ontario orientale, percorrendo circa trecento chilometri. Se non avessimo almeno scambiato tra noi qualche convenevole, sarebbe stato abbandonato nella pattumiera di un buio dimenticatoio , riservato a tutti gli altri membri della squadra PC.
Elliott, Mulroney e Granic-Allen hanno costituito l’eccezione a tale regola. Sono state invitate sul palco, senza la facoltà di parlare. Uno dei moderatori, il deputato provinciale Lisa MacLeod, ha balbettato su come la Premier Wynne abbia i giorni contati.
Ciò sembra essere il tema della campagna elettorale e – fino a questo punto – anche il riassunto della piattaforma elettorale. Fatti, idee e “inconsistenze” hanno necessariamente preso un secondo posto.
Per esempio, dal lato economico di un Piano “annebbiato”,  Ford ha lamentato la mancanza di investimenti nello sfruttamento delle risorse Naturali e la perdita di 300mila unità produttive negli ultimi 15 anni. 
“300mila famiglie” relegate ai ranghi economici più bassi del benessere, ha aggiunto, per impressionare.
Bene, se si ignora il fatto che la disoccupazione è a livelli minimi da record. L’edilizia, la produzione agraria, le industrie alberghiere stanno andando avanti solo perché fanno affidamento su un esercito di operai senza documenti validi (clandestini, stranieri), circa 500mila in Onatrio, secondo fonti dell’Human Resources Canada.
Durante lo stesso periodo, l’Ontario ha accolto più di un milione e mezzo di immigranti, nuovi canadesi, la quale maggioranza hanno creato e svolto lavori nella GTHA – mentre l’azienda della famiglia Ford, si ritira a Chicago per creare 50 posti di lavoro.
Problemi minori. La campagna ha ancora 79 giorni. I dirigenti di  Doug Ford potrebbero dover cambiare tattica. 
Non si tratta di una tipica elezione municipale. La sostanza conta. Altrimenti l’elettorato e gli esperti si concentreranno sulla “forma”. Ed è una sostituzione meno duratura
Se il/la candidato/a è una risorsa, il Partito e la campagna devono far il migliore uso di lui/lei.  Dopo 12 minuti di “slogan a go go” Doug Ford aveva terminato. È tutto, ragazzi.
I presenti si sono precipitati verso le uscite, come se, all’improvviso, ne fossero tutti stati risucchiati.
 
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