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Kirby Station, continua il braccio di ferro

Kirby Station, continua il braccio di ferro

Kirby Station, continua il braccio di ferro
TORONTO – La querela sulla Stazione Kirby di Go Transit continua ad essere al centro del dibattito politico in Ontario. La polemica, nata parecchi mesi fa e rilanciata questa settimana dal Toronto Star, lascia intuire lungo quali direttrici si svilupperà la prossima campagna elettorale, che si preannuncia lunga e senza esclusione di colpi. I conservatori sono tornati all’attacco, con la richiesta arrivata martedì pomeriggio di un intervento dell’Auditor General per fare luce sulle presunte pressioni arrivate dal ministero dei Trasporti su Metrolinx per giungere al via libera sulla costruzione di Kirby Station a Vaughan e di un’altra stazione, la Lawrence East a Toronto. In particolare, il ministro ombra ai Trasporti Micheal Harris ha chiesto al Revisore dei Conti provinciale di avviare un “value for money audit”, cioè una valutazione indipendente sull’efficacia e l’efficienza di utilizzo dei fondi pubblici.
 
Che in questo caso – è utile ricordarlo – non sono stati ancora spesi, se non quelli delle analisi per l’impatto ambientale e per la fattibilità del progetto così come è richiesto per legge. Su questo la premier Kathleen Wynne ha voluto ribadire come il processo decisionale non sia giunto alla sua fase conclusiva. “Voglio essere chiara – ha detto la leader liberale – quelle stazioni non saranno costruite fino a quando tutte le evidenze non saranno lì. Non c’è ancora stata una decisione finale”.
Lo Star, nel frattempo, continua a portare avanti la sua tesi, quella delle pressioni politiche da parte del ministro Steven Del Duca su Metrolinx per arrivare alla costruzione della stazioni nel suo distretto. Omettendo – per distrazione, o forse per convenienza, visto che si tratta di un dato cruciale – che il vecchio riding di Del Duca è stato diviso dalla legge sulla redistribuzione delle circoscrizioni nel dicembre del 2015 e che la stazione dovrebbe essere costruita nel distretto di King-Vaughan, a 10 chilometri di distanza dal distretto dove Del Duca si candiderà nel 2018, quello di Vaughan-Woodbridge. Ed è forse questo accanimento del quotidiano torontino – che riporta puntigliosamente dettagli, date, documenti, email, telefonate a supporto della sua tesi, ma che tralascia il particolare del distretto – che lascia supporre come dietro a questa storia vi sia qualcosa di più profondo. Perché la tesi del politico che fa pressioni per far spendere 100 milioni nel suo distretto, presume che non lo faccia per la gloria, ma per avere un ritorno elettorale in termini di voti e consenso alle prossime elezioni: peccato che Del Duca queste pressioni le avrebbe fatte per un distretto che non sarà più il suo, quando si andrà a votare a giugno. 
E questa non è che sia una scoperta dell’ultima ora. Secondo il Toronto Star le pressioni indebite sarebbero avvenute nella primavera del 2016, molti mesi dopo l’approvazione a Queen’s Park della nuova suddivisione dei distretti elettorali in Ontario.
Ma fino a questo punto si rimane all’interno del fisiologico battibecco politico che si sviluppa alla vigilia dell’avvio della campagna elettorale. Si dovrebbe però tornare a elementi più concreti. 
Innanzi tutto, la stazione di Kirby serve o meno? Semmai bisognerebbe chiarire questo una volta per tutte. Secondo un rapporto di Metrolinx dello scorso anno, la stazione in quella zona sarebbe deleteria, perché la presenza di una fermata in più lungo la linea Go Transit spingerebbe un numero crescente di pendolari a utilizzare l’automobile. Secondo altri studi citati dal ministro dei Trasporti, invece, la zona attorno a Kirby Station nei prossimi anni subirà un boom demografico nella zona circostante la nuova stazione. 
Il Corriere Canadese ha cercato di capire anche quali siano le diverse posizioni dei candidati alle prossime elezioni provinciali sulla necessità di costruire la stazione o meno. Del Duca sin dall’inizio non ha nascosto il suo sostegno alla costruzione della stazione. “Il mio sostegno di lungo corso – ha espresso in uno statement inviato al Corriere lunedì scorso – per una stazione su Kirby si è basato sull’informazione che stima come nei prossimi 10-15 anni circa 27mila nuovi residenti potrebbero vivere nell’area adiacente alla stazione”.  
Il suo sfidante, il conservatore Michael Tibollo, alla domanda sul suo eventuale sostegno alla costruzione della stazione o al possibile stop al piano, ha preferito non dare una risposta precisa. “La preoccupazione – ha fatto sapere al Corriere – è che il processo di approvazione sia stato aggirato dal ministro liberale e perciò non basato su analisi di esperti attraverso un processo indipendente basato sull’evidenza. La questione importante – ha poi aggiunto – su cui focalizzarci e di assicurare che il denaro dei contribuenti sia speso bene”. Di diverso avviso è Marilyn Iafrate, la consigliera di Vaughan in corsa per i liberali nel distretto di King-Vaughan, dove dovrebbe sorgere la stazione di Kirby. Iafrate in passato ha sostenuto con forza la costruzione della stazione lo scorso giugno ha voluto ringraziare, attraverso il suo sito web, lo stesso Del Duca, il sindaco di Vaughan Maurizio Bevilacqua e “tutti coloro che hanno sostenuto questa iniziativa attraverso petizioni, email, telefonate e lettere. Sono stati cinque anni di impegno continuo in questo senso che porterà sollievo a tutti i pendolari che utilizzano le stazioni di Maple e Rutherford”. Il Corriere ha cercato di contattare anche il suo diretto concorrente, il conservatore Stephen Lecce, per avere un commento sulla questione. Al momento in cui andiamo in stampa, non abbiamo ancora ricevuto la sua risposta. 
In ogni caso la vicenda è destinata a trascinarsi ancora a lungo. 
 

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