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Ford all’attacco, ma resta il nodo sul programma

Ford all’attacco, ma resta il nodo sul programma

Vedi Scheda >>>La corsa verso il voto
 
TORONTO – Sono giornate febbrili in casa PC. Il neo leader Doug Ford, dopo aver blindato la vittoria alla leadership con il riconoscimento della sconfitta da parte di Christine Elliott, sta iniziando a testare gli umori dell’elettorato dell’Ontario presentando alcune proposte in vista del voto del 7 giugno. Per ora è del tutto assente una piattaforma elettorale articolata e completa, che non sarà – e lo stesso Ford lo ha ribadito con forza anche ieri – il People’s Guarantee di Patrick Brown, bocciato dal nuovo leader.
 Tra le proposte avanzate dall’ex consigliere comunale di Etobicoke, l’abrogazione del sex ed curriculum – anche se lo stesso Ford ha fatto sapere che questa non sarà una priorità – il taglio del 4 per cento della spesa pubblica, circa 5,6 miliardi di dollari – senza però specificare dove saranno apportati i tagli – il tutto accompagnato da generici piani di sostegno della crescita per l’aumento occupazionale, di stimolo agli investimenti e di aumento della competitività della provincia. Insomma, di concreto e sostanziale poco o nulla. 
Pur essendosi dichiarato fortemente contrario, Ford ha quindi fatto sapere che non andrà a riabbassare la paga minima a 14 dollari, ma allo stesso tempo congelerà sine die l’aumento a 15 previsto per il 2019. Oltre a questo, il leader del PC ha lasciato intendere che non permetterà il monopolio pubblico nella vendita e nell’incasso degli introiti derivanti dalla legalizzazione della marijuana. 
Ford il 7 giugno cercherà di portare all’incasso elettorale due fattori: il livello molto basso di consenso che sta registrando ormai da molto tempo la premier Kathleen Wynne e la fisiologica stanchezza degli elettori che, dopo 15 anni di dominio liberale, sembrano pronti a dare il loro via libera all’alternanza a Queen’s Park. 
Il paradosso, nutrito con cadenza quasi quotidiana dai sondaggi che danno i conservatori in testa a prescindere dal loro leader, è rappresentato dal fatto che l’Ontario continua ad essere una provincia in salute. 
Il tasso di disoccupazione è al livello più basso degli ultimi 17 anni, dalla recessione sono stati creati oltre 800mila posi di lavoro, le rivoluzionarie riforme sulla paga minima e sui farmaci prescritti dal medico completamente gratuiti a tutti gli under 24 hanno rappresentato una risposta concreta alle esigenze delle fasce meno abbienti. 
La sfida tra Ford e Wynne si giocherà anche lungo la linea delle competenze e dell’esperienza. La carriera politica del primo si riduce a un semplice mandato da consigliere comunale dal 2010 al 2014, sulla scia della Ford Nation lanciata dal fratello Rob, seguita dalla sconfitta alla corsa alla poltrona di sindaco contro John Tory. 
La Wynne è invece a Queen’s Park dal 2003 e dopo aver ricoperto quattro diverse cariche ministeriali è diventata premier nel 2013. 
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