CorrCan Media Group

Ecco le promesse di Brown, è già iniziata la campagna elettorale

Ecco le promesse di Brown, è già iniziata la campagna elettorale

TORONTO – Mancano poco più di sei mesi al voto provinciale, ma in realtà in Ontario la campagna elettorale è già iniziata. A dare il via alla corsa a Queen’s Park è stato Patrick Brown, leader del Progressive Conservative che nel fine settimana a Toronto, davanti a una platea di 1.500 conservatori, ha presentato la piattaforma elettorale tory con la quale l’mpp di Barrie punta a sconfiggere il Partito Liberale di Kathleen Wynne e l’Ndp di Andrea Horwath. Un programma, di 78 pagine, nel quale sono contenute 147 promesse elettorali. E lo stesso Brown, in caso di vittoria, ha preso il solenne impegno di realizzare le cinque promesse più importanti entro la fine della prossima legislatura. Se questo non dovesse avvenire, il leader del Progressive Conservative si farebbe da parte e non correrebbe per la premiership nel 2022.
Brown innanzitutto vorrebbe rimettere le mani sul fronte della pressione fiscale. Il leader tory ha intenzione di tagliare le tasse per tutti coloro che guadagnano meno di 86mila dollari all’anno: chi ha uno stipendio fino a 42.960 dollari si vedrebbe ridotta l’imposta provinciale dal 5,05 per cento al 4,5 per cento, mentre quella che lui ha definito classe media – chi guadagna dal 42.960 fino a 85.923 dollari, avrebbe un taglio delle tasse d quasi il 2 per cento, dal 9,15 per cento al 7,1 per cento.
Nell’arco della prossima legislatura, questo taglio delle tasse aprirebbe un buco di 3,2 miliardi di dollari annui, soldi che in qualche modo devono essere recuperati. Ecco allora che Brown rispolvera una classica ricetta dei conservatori, il taglio ai servizi pari a 2,8 miliardi di dollari all’anno, che riporterebbe l’Ontario nel deficit nel 2018, per poi tornare al pareggio di bilancio negli anni successivi.
Nel programma elettorale tory è presente poi un ulteriore taglio dei costi delle bollette della luce pari al 12 per cento, così come viene confermata la proposta di rimborsi fiscali per le famiglie a basso reddito che devono sostenere le spese per l’asilo nido e la baby sitter per i bambini più piccoli.
Dopo aver votato contro la scorsa settimana in parlamento, Brown evidentemente cambia idea sulla paga minima. L’aumento a 14 dollari all’ora, nel caso di vittoria, non sarò cancellato, ma lo scatto a 15 dollari, previsto per il 2019, sarò rimandato al 2022.
Il Progressive Conservative poi propone il rilancio dei trasporti pubblici, con un investimento di 5 miliardi di dollari per espandere la rete della metropolitana torontina. 
Le più importanti riforme del governo Wynne – lavoro, pharmacare universale e rette universitarie – non verrebbero cancellate. L’unico programma che Brown ha intenzione di eliminare è quello del cap-and-trade sulle emissioni di gas inquinanti. Molto negativo il commento dei liberali. “Il piano di Brown – si legge in una nota inviata dalla segreteria grit – contiene tagli ai servizi nascosti per un totale di 12,275 miliardi di dollari. Se questi tagli fossero confermati, potrebbe significare il licenziamento di 15mila insegnanti o la chiusura di un quinto delle scuole di tutta la Provincia”.
 
More in Chiesa2000