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Condotta sessuale inappropriata Patrick Brown getta la spugna

Condotta sessuale inappropriata Patrick Brown getta la spugna

TORONTO – A poco più di quattro mesi dalle elezioni, Patrick Brown rinuncia alla leadership del Progressive Conservative. A provocare il clamoroso passo indietro del candidato premier conservatore sono state le accuse di condotta sessuale inappropriata emerse nel tardo pomeriggio di mercoledì da parte di due donne, che hanno raccontato a Ctv due episodi accaduti alcuni anni fa, quando Brown era ancora deputato federale.
 Mercoledì sera l’mpp di Barrie ha convocato una conferenza stampa nella quale ha negato con forza le accuse delle due donne, tacciandole come pure e semplici bugie. Poi sono evidentemente aumentate le pressioni dei vertici del partito, mentre i sei più stretti collaboratori del candidato premier hanno presentato le loro dimissioni. Intorno all’1.25 di mattina, infine, Brown ha annunciato la sua rinuncia alla guida del partito in vista del voto, rifiutandosi però di dimettersi dalla sua carica di deputato provinciale di Barrie.
Le accuse. Ma cosa ha provocato questo terremoto alla guida del Progressive Conservative? Le due donne che hanno accusato Brown all’epoca dei fatti avevano 18 anni. Una frequentava l’ultimo anno di scuola superiore, l’altra il primo anno di università. Sia nel primo che nel secondo episodio, la ragazze avrebbero avuto un contatto sessuale non voluto dopo aver bevuto parecchio, mentre Brown non avrebbe consumato alcuna sostanza alcolica.
La prima donna ha raccontato di aver incontrato Brown in un bar di Barrie insieme a un amico comune una decina di anni fa. Brown li invitò a casa sua e gli offrì alcolici nonostante la ragazza non avesse raggiunto l’età nella quale è legale il consumo di alcolici nella nostra Provincia. L’allora deputato, quindi, si offrì di fare un tour della sua abitazione e si ritrovò da solo in camera da letto con la giovane chiaramente ubriaca.
 A questo punto, secondo l’accusa della donna, Brown la costrinse ad avere un rapporto orale, prima di andarsene. “Lui – ha raccontato la donna – è un politico vecchio e solo, a caccia di giovani ragazzine”.
Il secondo presunto caso di molestie si sarebbe consumato nel novembre del 2012, quando la giovane aveva 18 anni. La ragazza in questione frequentava l’università e conobbe Brown a bordo di un volo Air Canada. Dopo qualche ora, Brown le inviò un messaggio su Facebook, dandole il suo numero di telefono e invitandola a incontrarsi la sera stessa in un bar di Barrie. La giovane decise di non accettare. 
Dopo qualche mese, quando la ragazza stava cercando un lavoro estivo, emerse l’opportunità di un posto nell’ufficio del riding del parlamentare. Dopo un colloquio  nell’ufficio dell’mp  a Parliament Hill, la ragazza venne assunta. A questo punto la giovane ricorda di una partita di hockey di beneficenza, dopo la quale venne organizzato un after party dove le vennero offerti alcolici: a questo punto la ragazza aveva compiuto 19 anni e quindi poteva bere senza violare la legge. Quando il bar chiuse, la festa si spostò a casa di Brown. 
La donna ricorda come fosse totalmente ubriaca. Il deputato la invitò a salire nella sua camera e iniziò a baciarla. Superato lo shock iniziale, la giovane disse a Brown di avere un fidanzato e lo bloccò. L’mp quindi la riaccompagnò a casa. 
“Se non avessi fatto nulla – ha ricordato la donna – avremmo avuto un rapporto sessuale. Lo avrei definito una forma di violenza sessuale”. L’estate successiva la donna decise di tornare a lavorare per Brown: in questo periodo l’mp avrebbe fatto più volte apprezzamenti spinti nei confronti della giovane. “Ho deciso di parlare adesso per dare un sostegno alle altre donne che hanno avuto esperienze simili”.
Le reazioni. Il primo ministro Justin Trudeau ha ribadito come il governo federale si stia impegnando con forza nella difesa delle donne.  “Ovviamente – ha aggiunto – i miei pensieri vanno alle donne che hanno deciso di raccontare la loro storia, sapendo quanto possa essere difficile. Voglio rimarcare il loro coraggio”. Anche la premier Kathleen Wynne ha voluto ringraziare le due donne per il loro coraggio, ma non ha voluto affrontare nello specifico le accuse rivolte a Brown. La leader dell’Ndp Andrea Horwath ha sottolineato come sia importante “ascoltare sempre le donne”, aggiungendo che se Brown avesse fatto parte del suo partito, a quest’ora si sarebbe dimesso anche dal suo seggio di deputato provinciale. Duro anche il sindaco di Toronto. “Si tratta di accuse che rattristano e che disturbano – ha detto John Tory – questo tipo di comportamento è inaccettabile”.
Il partito. Le dimissioni del capo hanno provocato un terremoto nel partito. I vertici del Progressive Conservative hanno convocato un vertice del caucus per oggi durante il quale verrà eletto un leader ad interim, incaricato di traghettare i tory fino a quando non sarò scelto un nuovo leader. Ma a questo punto siamo di fronte a una corsa contro il tempo. In queste ore si moltiplicano le voci su un potenziale candidato leader, a partire da Caroline Mulroney, figlia dell’ex primo ministro Brian e in corsa nel distretto di York-Simcoe, passando per il sindaco di Toronto (ed ex leader del partito) John Tory, per l’ex ministro federale John Baird e l’ex candidata alla leadership Christine Elliott.
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