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Chiusa sessione parlamentare, lunedì discorso dal Trono

Chiusa sessione parlamentare, lunedì discorso dal Trono

Chiusa sessione parlamentare, lunedì discorso dal Trono

di Francesco Veronesi

TORONTO – Kathleen Wynne si gioca la carta della “prorogation”. Per dare un’accelerata all’azione di governo in questa seconda parte della legislatura, la premier ha deciso di attivare la prerogativa che le consente di chiudere la sessione parlamentare, azzerando di fatto tutti i progetti di legge in discussione a Queen’s Park – e fermi da mesi, tenendo conto della pausa estiva che doveva concludersi il 12 settembre – ripresentando gli obiettivi e le priorità del suo esecutivo con il Discorso dal Trono, annunciato proprio per lunedì prossimo. Ma su questo punto il governo ha già messo le mani avanti. In un comunicato stampa inviato ieri, la stessa premier ha sottolineato come il governo ripresenterà in autunno tutti i progetti di legge governativi che erano in fase dibattimentale prima dell’estate. E tra questi ci sarà anche quello sulla riforma al finanziamento dei partiti, che sarà ripresentato il 13 settembre.

La Wynne chiude quindi il cerchio, dopo che a giugno, poco prima della chiusura estiva del parlamento, aveva approvato un profondo rimpasto governativo che aveva interessato numerosi dicasteri chiave.

«A metà strada del nostro mandato – ha dichiarato ieri la premier – un Discorso dal Trono rappresenta l’opportunità di fornire un resoconto di ciò che abbiamo raggiunto negli ultimi due anni, e di delineare i prossimi passi nel nostro piano economico bilanciato per rafforzare l’Ontario e aiutare la gente nella loro vita quotidiana. Mi aspetto di avere un’altra sessione legislativa produttiva sulla mia priorità numero uno, la crescita economica che crea posti di lavoro».

A livello provinciale l’ultima volta che un premier ha fatto ricorso alla carta della “prorogation” è stato Dalton McGuinty, nel 2012. Nell’ottobre di quell’anno il leader liberare anticipò la chiusura dei lavori parlamentari prima di dimettersi e permettere al partito di indire la corsa alla leadership per la sua sostituzione.

A livello federale invece è passata alla storia la “prorogation” voluta dal primo ministro Stephen Harper nel dicembre del 2008, una mossa – secondo molti analisti di dubbia costituzionalità – che gli permise di evitare un voto di fiducia alla House of Commons e che in sostanza salvò il suo governo di minoranza.

(Venerdì 9 settembre 2016)

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