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Case, nuova flessione nei prezzi e nelle vendite

Case, nuova flessione nei prezzi e nelle vendite

TORONTO – Nuovo passo falso per il mercato immobiliare a Toronto e dintorni. L’istantanea scattata ieri dal nuovo rapporto del  Toronto Real Estate Bord (Treb) conferma come, dal picco registrato lo scorso aprile, l’intero settore del real estate della Gta abbia subito un netto calo sia in termini di vendite sia nel valore medio delle case. Secondo i nuovi dati, nel mese di agosto il prezzo medio delle abitazioni nella Greater Toronto Area è stato di 732.292 dollari, con un aumento su base annua del 3 per cento ma in calo rispetto alla media di 746.033 dollari registrata a luglio. 
E se con i dati di agosto il mercato immobiliare torontino ha registrato il quarto mese consecutivo di deprezzamento del valore medio delle case, è da sottolineare come tra aprile e agosto il prezzo delle abitazioni sia crollato del 20,5 per cento. 
A soffrire maggiormente il tracollo, secondo il Treb, sono state le villette indipendenti (detached house), che a Toronto sul fronte dei prezzi hanno addirittura perso l’1,2 per cento su base annua, mentre nell’area della 905 l’emorragia è stata contenuta allo 0,2 per cento.
Le abitazioni semi-indipendenti (semi detached house) almeno su base annua hanno invece continuato a crescere –  più 12,1 per cento rispetto all’agosto del 2016 – così come le townhouse, il cui costo è aumentato dell’8,9 per cento.
Se c’è una unità abitativa che non conosce la crisi è sicuramente l’appartamento, che in un anno ha registrato un apprezzamento netto del 21,4 per cento. 
Ma a confermare il precario stato di salute del mercato immobiliare, più che i prezzi medi, sono i numeri delle compravendite. Ad agosto hanno cambiato proprietario 6.357 case nella Gta, con un crollo del 34,8 per cento rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
E in questo contesto, hanno un significato particolare anche i dati relativi al numero delle case messe sul mercato. Il mese scorso sono state appena 11.523, il valore più basso su base mensile dal lontano 2010. È evidente quindi che il raffreddamento della seconda piazza immobiliare del Paese dopo quella di Vancouver sia dovuta all’atteggiamento di prudenza degli eventuali venditori e dei potenziali acquirenti. Chi è intenzionato a vendere la propria casa aspetta, in attesa che il mercato e i prezzi medi tornino a crescere. Chi vuole comprare fa la stessa cosa, sperando magari in un nuovo abbassamento dei prezzi. In ogni caso, chi ha venduto la propria casa ad aprile, se avesse aspettato quattro mesi avrebbe perso il 20,5 per cento del guadagno netto. Detto questo, resta da capire quali possano essere le conseguenze sul mercato immobiliare del nuovo rialzo dei tassi di interesse annunciato da Bank of Canada. Secondo gli analisti il nuovo giro di vite della Banca Centrale potrebbe rimandare ancora di qualche mese la corsa al rialzo dei prezzi che –  su questo gli esperti del settore sono concordi – prima o poi riprenderà.
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