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Caos conservatori, indagine interna sulle 200mila tessere

Caos conservatori, indagine interna sulle 200mila tessere

TORONTO – Sembrano non avere fine i problemi che stanno dilaniando il Progressive Conservative. Dopo i due scandali a sfondo sessuale che hanno portato alle dimissioni del leader Patrick Brown prima e del presidente Rick Dykstra poi, il partito deve fare i conti con il nodo tesseramenti e con le indagini da parte della polizia su alcune nomination contestate nei mesi scorsi. Ma a conferma della gravità della situazione è giunta anche, martedì, la decisione da parte di Vic Fedeli di rinunciare alla corsa alla leadership: la situazione all’interno del partito è talmente caotica – ha sottolineato l’mpp conservatore – da richiedere tutto il suo tempo e le sue energie per cercare di risolverla prima della convention primaverile. 
A corroborare questa tesi è arrivata anche la notizia della decisione dello stesso leader ad interim del partito di avviare un’indagine interna relativa al tesseramento degli iscritti. A quanto pare sarebbero emerse numerose zone d’ombra in merito alla campagna tesseramento avviata dall’ex leader Brown che avrebbe portato il numero di iscritti da 10mila a oltre 200mila. Numeri che hanno fatto storcere il naso e che saranno oggetto d’indagine da parte della nuova dirigenza del partito. Secondo alcune fonti, il numero degli iscritti sarebbe meno della metà di quello dichiarato, vicino ai 70mila.
E che il clima all’interno del Progressive Conservative non sia dei migliori è testimoniato anche dai toni utilizzati da Doug Ford nella conferenza stampa durante la quale l’ex consigliere comunale di Etobicoke ha annunciato la sua candidatura alla leadership. Ford ha sottolineato come la sua decisione sia stata avversata dalle “élite” del partito, sorde alle esigenze della base. Al momento tutte le possibili candidature interne al caucus conservatore stanno cadendo una dopo l’altra. Fedeli ha già annunciato il passo indietro, come l’altra vice leader del partito Lisa MacLoad.  L’mpp Monte McNaughton, così come l’ex ministro federale Lisa Raitt si sono autoesclusi dalla rosa dei papabili.
Insieme a Ford resta Caroline Mulroney, che dovrebbe annunciare la sua candidatura oggi o domani. Ma dalla base già iniziano ad arrivare le critiche verso una candidata leader senza alcuna esperienza politica, che ancora deve mettere piede per la prima volta a Queen’s Park, e che in dote al partito porta solamente un cognome molto pesante.
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