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Caos conservatori, Brown pronto a gettare spugna

Caos conservatori, Brown pronto a gettare spugna

TORONTO – Ennesimo colpo di scena nella saga Patrick Brown. L’ex leader del Progressive Conservative ha intenzione di gettare di nuovo la spugna e rinunciare  alla corsa alla leadership del partito. Al momento in cui andiamo in stampa non è arrivata ancora la conferma ufficiale del passo indietro, ma numerose fonti danno al capolinea la corsa di Brown per riagguantare la guida del partito. Anche la giornata di ieri è stata caratterizzata da accuse e veleni nei confronti dell’mpp di Barrie.
Il primo duro colpo alla credibilità di Brown era arrivato in mattinata con le indiscrezioni relative alle pressioni dell’allora leader del Progressive Conservative per indirizzare a suo piacimento il risultato della nomination nel distretto di Hamilton West-Ancaster-Dundas. Un fascicolo che è adesso in mano alla polizia di Hamilton e che fa parte integrante delle indagini avviate da un procuratore federale sul processo delle nomine all’interno dei conservatori provinciali.
La manomissione del risultato emergerebbe da uno scambio di email tra lo stesso Brown, Rick Dykstra – allora presidente del partito e amico intimo dell’mpp di Barrie – e Bob Stanley, direttore esecutivo del Progressive Conservative.
“Lasciamo che si combattano tra loro – scriveva Brown in un una email datata 2 maggio ora in possesso della polizia – e portatemi il risultato che voglio io. Ma che non ci siano squalifiche. Qui la cucina è troppo calda”. Dopo due minuti Stanley rispose con un semplice “ricevuto”. 
Il distretto di Hamilton West-Ancaster-Dundas è stato al centro di una dura polemica, con accuse di brogli e falsificazioni avanzate dai due candidati Vikram Singh e Jeff Peller nei confronti del vincitore Ben Levitt, il conservatore appoggiato da Brown.
Sempre ieri è arrivata poi la conferma dell’avvio di un’indagine da parte del commissario provinciale all’Integrità David Wake in merito alle accuse avanzate dall’mpp conservatore Rick Hillier nei confronti di Brown. L’inchiesta dovrà fare luce sulle finanze dell’ex leader conservatore, sulle presunte entrate non dichiarate, sulla nomination di Jass Johal (un candidato che in precedenza aveva proposto a Brown l’acquisto delle sue quote in un pub di Barrie) e sulla presenza di una collaboratrice stipendiata dallo stesso Brown durante alcuni viaggi all’estero, con la quale Brown avrebbe avuto anche un legame sentimentale. 
Il caos all’interno del Progressive Conservative è comunque destinato a continuare.
 
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