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Cannabis, tra mercato illegale e controlli stradali

Cannabis, tra mercato illegale e controlli stradali

TORONTO – Il conto alla rovescia è scattato. Tra poco più di otto mesi in tutto il Canada entrerà in vigore la legge che legalizza la vendita, il possesso e il consumo di marijuana, segnando una svolta epocale paragonabile a quella della fine del proibizionismo sugli alcolici. Le Province canadesi stanno cercando di attrezzarsi per non farsi trovare impreparate di fronte ai cambiamenti a partire dal luglio del 2018. Sino a questo momento l’Ontario è l’unica Provincia ad aver presentato un progetto di legge di attuazione della legge quadro federale, con il quale viene disciplinata la vendita – affidata all’Lcbo – l’età in cui il consumo diventa legale – dai 19 anni – e le restrizioni relative all’uso della marijuana, che potrà essere utilizzata solamente a casa e non negli spazi pubblici o in auto.
Ma il governo provinciale è consapevole che rimangono ancora molti nodi da sciogliere, soprattutto per quanto riguarda il fattore repressivo, quello del controllo e quello relativo alle risorse finanziare da mettere a disposizione delle forze di polizia. E proprio su questo tema ha avuto luogo ieri un vertice – l’Ontario’s Cannabis Legalization Enforcement Summit – nel quale l’esecutivo si è confrontato con i rappresentanti dei corpi di polizia, di associazioni ed enti per fare il punto sulla situazione.
Al momento uno dei principali problemi ai quali deve essere data una risposta certa è quello relativo ai controlli stradali contro chi si metterà al volante dopo aver consumato cannabis. 
Il tema, in particolare, è stato sollevato dal ministro della Sicurezza Comunitaria Mari-France Lalonde e da quello della Giustizia Yasir Naqvi, che hanno sottolineato in uno comunicato congiunto come il governo provinciale sia ancora in attesa delle direttive di Ottawa.
 “L’Ontario – hanno fatto sapere – aspetta di ricevere ulteriori informazioni sulla tempistica relativa agli strumenti che dovranno essere usati per i controlli stradali. Aspettiamo poi le novità relative alle iniziative legislative federali sulla guida dopo aver consumato marijuana”. Allo stesso tempo deve essere risolto il problema delle risorse. 
“Serve maggiore chiarezza – continuano i due ministri – riguardo i fondi per i corpi di polizia provinciali e municipali. Continuiamo a sollecitare il governo federale ad investire le risorse appropriate a supporto della legalizzazione della cannabis”.
Ma le zone d’ombra sono anche altre. In particolare il governo provinciale vuole capire se la legalizzazione avrà davvero un impatto sul mercato illegale dello spaccio della marijuana.  “Il mercato illegale della cannabis – aggiungono Lalonde e Naqvi – ha un valore di circa 7 miliardi di dollari annui, proventi che in buona parte vanno ad alimentare il crimine organizzato. Per questo rimaniamo convinti che le rivendite abusive che sono sorte un po’ dappertutto debbano essere chiuse immediatamente”. 
Una preoccupazione che ovviamente tiene conto dei potenziali consumatori che non potranno comprare legalmente la cannabis nonostante l’entrata in vigore della nuova legge: i minorenni. 
Per questo motivo, oltre all’aspetto repressivo, deve essere curato quello dell’educazione, con progetti e campagne informative legate alla limitazione del danno e alla conoscenza dei rischi derivati dal consumo di sostanze stupefacenti, cannabis inclusa.
E anche su questo fronte il governo provinciale ha chiesto un maggiore impegno finanziario da parte di Ottawa.
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