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“Buy American” – Wynne: “L’Ontario è pronto a ritorsioni”

“Buy American” – Wynne: “L’Ontario è pronto a ritorsioni”

TORONTO – Dente per dente, occhio per occhio. Sarà questa, per dirla con un’espressione che rende bene l’idea, la risposta del governo dell’Ontario qualora non gli sarà concessa un’esenzione alla legge di New York che negherà alle imprese canadesi l’accesso a contratti di infrastrutture statali.
Lo ha detto, in modo chiaro e inequivocabile, la premier dell’Ontario Kathleen Wynne in visita a Washington. La nuova legge di New York “Buy American” nega ad alcune ditte dell’Ontario l’accesso a determinati contratti di infrastrutture statali: quando la legge entrerà in vigore il 1º aprile, richiederà alle agenzie statali di utilizzare solo acciaio e ferro di fabbricazione americana per progetti stradali e di ponti che costano più di $1 milione di dollari americani.
Wynne ha detto che il governo liberale risponderà, in un modo “proporzionale”, a meno che New York non escluda le società dell’Ontario prima che la legge entri in vigore. «Penso che dobbiamo difendere le imprese e gli operai dell’Ontario  –  ha detto Wynne in un’intervista presso l’Ambasciata canadese – credo però che sia molto importante agire in caso di minaccia per gli affari dell’Ontario, i lavoratori dell’Ontario, i posti di lavoro dell’Ontario. Vogliamo assicurarci che tutto ciò che facciamo sia proporzionale a ciò che New York ha fatto ma vogliamo farlo senza danneggiare l’Ontario». 
I conservatori dell’Ontario non hanno immediatamente detto se appoggeranno o saranno contrari alle ritorsioni contro New York e sono in molti che come Monte McNaughton, il critico per lo sviluppo economico del PC, hanno definito l’annuncio fatto dalla premier di “carattere politico”. «L’avvio di una guerra commerciale è uno stratagemma elettorale estremo per spostare la colpa delle sue disastrose politiche economiche”, ha detto McNaughton.
Secondo dati provinciali l’Ontario ha esportato $10,7 miliardi (canadesi) di merce a New York nel 2015 e ne ha importata nello stesso anno per un valore di $14,1 miliardi da New York.
Wynne ha detto che il suo governo prevede di introdurre una legge, subito dopo che la legislatura riapra il 20 febbraio, per dare al governo il potere di rispondere alle leggi “Buy American” di qualsiasi stato in futuro ed ha lasciato aperta la possibilità di ritorsioni contro il Texas, dove a settembre è entrata in vigore la legge per il  ferro e acciaio.
Intanto è in corso il viaggio di quattro giorni del primo ministro Trudeau durante il quale incontrerà legislatori e dirigenti d’affari e promuoverà un’altra missione commerciale e di investimenti negli States. Oggi Trudeau incontrerà Jeff Bezos, Ceo di Amazon: il gigante della tecnologia è nel bel mezzo della sua ricerca di una seconda sede e Toronto è nella sua lista.
A Chicago Trudeau oggi terrà un discorso programmatico all’Università di Chicago e parteciperà a una tavola rotonda con David Axelrod, l’ex stratega elettorale del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Prima dell’evento, si sederà con diversi leader politici, tra cui il Governatore dell’Illinois Bruce Rauner e il sindaco di Chicago Rahm Emanuel, che è stato anche il primo capo di stato maggiore di Obama.
Si prevede che Trudeau utilizzerà gli incontri per ricordare ai legislatori statunitensi l’importanza del NAFTA in un punto critico nel processo di rinegoziazione. 
A San Francisco il primo ministro incontrerà Bezos e altri influenti leader aziendali, inclusi gli amministratori delegati del gigante dello shopping online eBay e lo sviluppatore farmaceutico Amgen.
Trudeau terminerà il suo viaggio con due giorni a Los Angeles dove terrà un secondo discorso programmatico: questa volta parlerà ad un pubblico principalmente repubblicano presso la Ronald Reagan Presidential Library and Centre for Public Affairs.
 
 
 
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