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Albanese: “Doug la sa lunga…sul nulla” e sul pregiudizio razzista

Albanese: “Doug la sa lunga…sul nulla” e sul pregiudizio razzista

TORONTO –  L’elettorato potrebbe presto stancarsi sulla sua ideologia di destra aggressiva e finta. Se vero, e fino a quando continuerà, Doug Ford sembra comunque intenzionato a dimostrare che un aspirante alla carica di Premier può scegliere deliberatamente di saltare da un “letamaio” all’altro senza attirare mosche.
 
Nelle questioni sollevate durante il dibattito di venerdì scorso, nell’Ontario Settentrionale, ha dimostrato una notevole carenza di consapevolezza sull’economia regionale e le sfide locali. Le cinque principali aree cittadine (Thunder Bay, Sault Sainte Marie, Timmins, North Bay e Sudbury) soffrono di mancanze costanti di servizi e investimenti. La distanza (e quindi i trasporti) e il calo della popolazione sono le sfide più incalzanti. La zona è due volte più grande della Francia, con un numero di abitanti che raggiunge appena quello di Brampton. 
Soffre di spopolamento e contemporaneamente di  una forte carenza di manodopera.
I sindaci di quelle cinque cittadine sopra citate hanno fatto pressione sul ministro per l’Immigrazione dell’Ontario, Laura Albanese,  affinchè spingesse il suo omologo federale Ahmed Hussen, all’avviamento del Progetto Pilota che sta esaminando per il New Brunswick, anche nell’Ontario Settentrionale.
“Abbiamo bisogno di gente – dicono – permettete alla provincia di espandere il suo Provincial Nominee Program, per incoraggiare aspiranti immigranti e sponsorizzarli per quelle città del nord – hanno supplicato. 
Quel “Programma” è operativo da oltre quindici anni, con grande successo in Manitoba, una provincia geograficamente poco più piccola del Nord Ontario, ma con un numero simile di popolazione (metà della quale concentrata a Winnipeg).
Ciò che è “buono per l’oca, dovrebbe essere buono per il papero”, è il discorso essenziale dei cinque sindaci. Ma i pensieri del ministro federale sono altrove, ha risposto diplomaticamente il ministro Albanese, promettendo di continuare a premere sulla sua controparte federale. Solo il governo nazionale può rilasciare lo “status” di residenza permanente.
Buona fortuna! Non c’è nessun “Progetto pilota” Hussen sembra determinato a studiare fino all’oblio. Ironicamente, ora Doug Ford è giunto in suo soccorso.
“Ci prenderemo cura  prima dei nostri”, ha esordito. La Albanese lo ha accusato di dividere e di fare politica per mascherare la sua “abietta ignoranza sul fatto che i problemi economici più importanti per le popolazioni del Nord sono le persone e l’ingresso maggiore di esse”.
“E chi sono questi ‘prima i nostri’, quante generazioni occorrono per diventare i nostri?” ha puntualizzato con tono accusatorio verso la dichiarazione di Ford. “È inaccettabile e irresponsabile da parte sua provare a nascondere la sua ignoranza sui problemi, seminando discordia tra la nostra gente, con affermazioni mirate a ricorrere ai più bassi pregiudizi – ha inveito arrabbiatissima l’Albanese. Tutto ciò riporta alla mente il ritornello – come fischietto per cani – che fu di Steven Harper ‘Immigranti di vecchia qualità e consoni ai valori canadesi’- ha poi aggiunto.
Le notizie della settimana si sono concentrate su chi approfitta del nostro sistema per i Rifugiati e giovedì scorso, sul ritorno radicale dell’autoproclamato ISIS canadese. Hussen non si è visto da nessuna parte.
I rappresentanti dell’Undocumented Workers Committee (UWC) che hanno sperato su una risposta di Ford propositiva, se non aggresssiva, per forzare la mano del governo federale sulla questione di regolarizzare i “Visti scaduti”, sono rimasti delusi. “Se dovesse vincere, noi dovremo ricominciare di nuovo il processo formativo, solo per lui”, sostiene Manuel Alexandre, presidente dell’UWC.
Il “Consiglio di guerra” di Ford ha cercato di calmare le acque dichiarando che il tasso di disoccupazione nel Nord è fermo al 7.8%, ma non ha notificato la fonte di informazione e neanche la grandezza del campione esaminato per giustificare la dichiarazione. L’Ontario Labour Market Survey ha rilevato un tasso di disoccupazione pari al 5.5% per l’intera provincia. Le municipalità e il settore imprenditoriale traggono benefici da vari accordi federali per lo sviluppo delle risorse umane tra gli aborigeni (i titoli cambiano con il governo) per attirare i giovani delle comunità aborigene alle “imprese” attuali in emergenza. Ma chiaramente non sono sufficienti. Con il calo della popolazione, la classe professionale che serve le comunità, piccole e grandi, ha dato il via ad un esodo che esaspera il problema.
Ford non sembra essere al comando neanche di questa condizione elementare. Forse la conoscenza e i fatti non sono più importanti, ma uno sforzo per acquisire e assimilare entrambi potrebbe essere un vantaggio per governare.
Lui e i conservatori sono ancora in testa nei sondaggi.
Sabato scorso, in un’intervista televisiva su Fox News, Michael Bloomberg, ex sindaco di New York, ha dichiarato: “… La più grande minaccia per … la democrazia … è la nostra stessa volontà di tollerare la disonestà al servizio del partito e alla ricerca del potere".
 
 

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