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Wilson-Raybould: “Ho parlato con l’Rcmp”

Wilson-Raybould: “Ho parlato con l’Rcmp”

TORONTO – Mentre le elezioni si avvicinano lo scandalo SNC-Lavalin, torna prepotentemente alla ribalta.

La settimana scorsa il commissario per l’Etica Mario Dion ha concluso che Trudeau – con le pressioni esercitate sull’allora attorney general Jody Wilson-Raybould, ha violato la legge in materia di conflitto d’interessi.

Nel suo rapporto pubblicato mercoledì, Dion ha scritto: “Le prove dimostrano che c’erano molti modi in cui il signor Trudeau, direttamente o attraverso le azioni di coloro che erano sotto la sua direzione, ha cercato di influenzare il procuratore generale”.

“L’autorità del primo ministro e il suo ufficio sono stati usati per aggirare, minare e infine tentare di screditare la decisione del pubblico ministero e l’autorità della signora Wilson-Raybould come procuratore generale”, ha affermato Dion.

Pochi giorni fa la Wilson-Raybould, che non potrebbe essere più soddisfatta, ha rivelato che la scorsa primavera è stata contattata dall’Rcmp proprio in relazione al caso della società canadese con sede a Montreal che fornisce servizi di ingegneria, approvvigionamento e costruzione in vari settori.

“Posso confermare di essere stata contattata dall’Rcmp la scorsa primavera in merito a questioni che sono state portate all’attenzione del pubblico il 7 febbraio scorso in un articolo del Globe and Mail. Non rilascerò ulteriori dichiarazioni in merito il contenuto delle mie discussioni e comunicazioni con l’Rcmp”, ha dichiarato l’ex ministro liberale che alle prossime elezioni si presenterà da indipendente.

In una intervista concessa al programma della CBC Power & Politics l’ex procuratore generale ha detto di credere ancora che nessuna azione del primo ministro Justin Trudeau, o dello staff che agiva sotto la sua direzione, possa rientrare nel codice penale in base al Conflict of interest Act il commissario per l’Etica, se viene avviata un’indagine della polizia sulla stessa questione o se ci sono accuse, deve sospendere immediatamente l’indagine.

Inoltre, il commissario non può riavviare le proprie indagini fino a quando quelle della polizia non siano concluse. E mentre l’Rcmp ha dichiarato che sta “esaminando attentamente la questione con tutte le informazioni disponibili e intraprenderà le azioni appropriate come richiesto, un portavoce dell’Ufficio del Primo Ministro ha affermato che nessuno nel PMO è stato contattato dall’Rcmp.

«Riconosciamo che il modo in cui ciò è accaduto non sarebbe dovuto accadere. Mi assumo la responsabilità degli errori che ho commesso», ha detto Trudeau, aggiungendo di non condividere l’affermazione fatta da Dion nel rapporto “che qualsiasi contatto con il procuratore generale della SNC-Lavalin era improprio”.

Gongola invece la Wilson-Raybould che ha affermato che il rapporto di Dion costituisce una sorta di rivalsa perché “conferma fatti importanti, coerenti con ciò che condividevo con i canadesi, e afferma la posizione che ho preso fin dall’inizio cioè che ci sono stati molteplici tentativi di influenzare la mia decisione in modo inappropriato».

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