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WE Charity, Trudeau finisce “all’angolo”

WE Charity, Trudeau finisce “all’angolo”

WE Charity, Trudeau finisce “all’angolo”

OTTAWA – «Non ci sono prove che suggeriscano che il Primo Ministro Justin Trudeau abbia avuto contatti con WE Charity prima che l’organizzazione facesse l’accordo per la gestione di un programma di volontariato per studenti»: lo ha dichiarato il Privy Council Clerk, Ian Shugart, durante la sua testimonianza, ieri mattina, davanti alla commissione finanze della Camera dei Comuni dove è approdato lo scandalo che vede coinvolti anche i familiari del premier canadese.

Shugart, rispondendo a numerose domande sulla decisione di far gestire a WE Charity un programma di volontariato per studenti da 900 milioni di dollari, ha riferito di avere suggerito al primo ministro di evitare contatti con l’organizzazione con la quale lo stesso Trudeau e la sua famiglia hanno stretti legami.

La giornata ha visto anche l’atteso scontro, sulla questione, fra lo stesso Justin Trudeau e il leader conservatore uscente Andrew Scheer. Trudeau, infatti, ieri pomeriggio ha dovuto affrontare per la prima volta davanti alla Camera dei Comuni le domande dell’opposizione sull’affare che ha visto protagonisti i membri della sua famiglia, pagati per un totale di quasi $300.000 negli ultimi quattro anni per parlare agli eventi di WE Charity, e sul suo ruolo nel decidere di esternalizzare il programma di sovvenzioni del governo, affidato all’organizzazione.

«Il Primo Ministro farà la cosa giusta, presentandosi e testimoniando in commissione?» ha chiesto Scheer.

In risposta Trudeau ha iniziato a parlare della pandemia «senza precedenti» e dei vari programmi di aiuto e sostegno sociale che il suo governo ha lanciato. Non ha confermato se accetterà o no l’invito dei parlamentari a comparire e parlare del suo ruolo nell’assegnare a WE Charity il contratto per amministrare un programma di volontari per studenti da 912 milioni di dollari.

«È così disgustoso – ha detto Scheer – che questo primo ministro continui a usare la pandemia come scusa per la sua corruzione. Non ho nemmeno una domanda, è semplicemente disgustoso».

Trudeau ha risposto sarebbe stato meglio se l’opposizione avesse fatto domande sull’argomento della giornata, cioè i miliardi in più nei programmi di aiuto contro le conseguenze della pandemia di Covid-19.

Ma le opposizioni hanno continuate ad incalzarlo, con i leader del blocco Quebecois, Yves-Francois Blanchet, e dell’NDP, Jagmeet Singh, che hanno chiesto al premier informazioni sulle azioni del suo governo in relazione all’accordo con WE Charity.

Trudeau ha dichiarato di voler tornare alla Camera dei Comuni mercoledì (oggi) per affrontare domande sulla “disputa” in corso.

Intanto, nella commissione finanze proseguirà anche nei prossimi giorni l’esame dei testimoni di spicco. Inoltre, il commissario per l’etica Mario Dion sta lavorando alle indagini su Trudeau e sul ministro delle Finanze, Bill Morneau, per valutare se abbiano infranto le leggi federali sul conflitto di interessi non lasciando la stanza quando si stava discutendo l’accordo con WE Charity, dato che entrambi hanno stretti legami personali con l’organizzazione.