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Vittoria di Legault, tonfo liberale

Vittoria di Legault, tonfo liberale

TORONTO – «Aujourd’hui, on a marqué l’histoire». Una pagina della storia del Québec Francois Legault l’ha scritta davvero nelle elezioni che lunedì hanno decretato la vittoria del partito di centro-destra Coalition Avenir Québec (Caq) che formerà un governo di maggioranza. Coalition Avenir Québec ha vinto 74 seggi. Ne escono bastonati invece i liberali al potere che con 32 seggi hanno conseguito il peggior risultato degli ultimi decenni mentre è stato praticamente decimato il Parti Quebecois (Pq) che di seggi ne ha vinti 9. Québec Solidaire con 10 seggi ha invece guadagnato terreno.

In un clima festoso, di fronte a diverse centinaia di attivisti riuniti a Québec City, il premier designato della provincia ha promesso di “rimboccarsi le maniche” per “costruire un Québec più forte, un Québec più orgoglioso”.

Con la sua vittoria Coalition Avenir Québec ha non solo messo in ginocchio la compagine liberale ma è riuscito nell’impresa diventando il primo partito “nuovo” che è salito al potere nella provincia dal 1976 segnando la fine di un dibattito di vecchia data sull’indipendenza del Quebec. «Oggi molti abitanti del Québec hanno accantonato un dibattito che ci ha diviso per 50 anni», ha detto Legault di fronte ad una folla di sostenitori in visibilio.

Tutt’altra aria tirava invece nel quartier generale dei liberali dove il premier uscente Philippe Couillard ha detto ai suoi sostenitori di essersi congratulato con Legault e di aver bisogno di alcuni giorni per decidere sul suo futuro in politica. «Non provo amarezza, sono orgoglioso», ha aggiunto.

A complimentarsi – forse a denti stretti – con il neo premier Francois Legault è stato anche il primo ministro Justin Trudeau. «Non vedo l’ora di lavorare con premier Legault per rendere il Québec, una provincia di cui tutti siamo orgogliosi, un posto ancora migliore in cui vivere», ha detto.

Quel che Legault ha promesso di inaugurare nei 39 giorni di campagna elettorale é un’era di cambiamento. Legault, ex ministro del governo del Pq, ha fondato il partito nel 2011 come una terza opzione nazionalista tra il sovranista Pq e i federalisti liberali ed anche di fronte alle critiche dei suoi oppositori è stato irremovibile sulla questione immigrazione.

Il premier ha promesso di ridurre il numero di immigrati che arrivano in Quebec da 50.000 a 40.000 e di implementare un codice morale controverso e test linguistici per i nuovi arrivati dopo tre anni.

Nonostante ciò il suo discorso post vittoria ha avuto una nota conciliante. «Le elezioni sono finite ora, iniziamo a lavorare insieme per il bene di tutti i quebecchesi», ha detto.

Legault ha voluto rassicurare anche la minoranza di lingua inglese che risiede nella provincia. «Iniziamo a lavorare insieme per rendere il Quebec più forte all’interno del Canada – ha detto – vi assicuro che il mio governo sarà il vostro governo».

A subire un durissimo colpo in queste elezioni è stato il Parti Québecois che ha perso lo status ufficiale mentre il suo leader Jean-François Lisée ha dovuto cedere il suo seggio di Rosemont a Vincent Marissal di Québec Solidaire.

Lisée, che ha portato il Parti Québecois alla sua peggiore performance nei suoi 50 anni di storia accaparrandosi solo il 17 per cento del voto popolare, si è già dimesso. Nel suo discorso Lisée ha detto di aver condotto la sua campagna elettorale con “rigore e gioia” e di aver avuto “un numero record di candidate e di giovani”. «Questo non è stato comunque il risultato che speravamo», ha concluso.

Se in seno al Parti Québecois c’è una atmosfera sombre la gioia sprizza da tutti i pori ai sostenitori di Québec Solidaire. Il partito di sinistra guidato da Manon Massé e Gabriel Nadeau-Dubois, ha infatti rafforzato la sua presenza in Parlamento assicurandosi 10 seggi. Sia Massé che Nadeau-Dubois hanno vinto i loro rispettivi seggi a Montreal. «Sono così orgoglioso di noi, sono così orgoglioso della campagna che abbiamo condotto – ha affermato Massé – oggi il nostro movimento è più grande, più forte».

Come in ogni elezione ci sono vincitori e vinti: a festeggiare in Québec sono Coalition Avenir Québec e Québec Solidaire. Ride meno il Parti Québecois e non ridono affatto i liberali. In fondo le elezioni federali si avvicinano.

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