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VILLA CHARITIES, IAN MACDONALD RISPONDE ALLA NEWSLETTER: «Villa Charities è lontana dalla comunità»

VILLA CHARITIES, IAN MACDONALD RISPONDE ALLA NEWSLETTER: «Villa Charities è lontana dalla comunità»

Nella Foto: Il sindaco Tory alla manifestazione organizzata per dire no alla demolizione del Columbus Centre. Domani pubblicheremo un servizio completo sulla marcia
 
 
“Nessun membro è a favore della demolizione”
Ian MacDonald del gruppo CASA risponde a Villa Charities: la comunità è unita per salvare il Columbus Centre

 
TORONTO – La newsletter “A Columbus Centre for everyone, now and in the future” inviata ai membri del Columbus Centre da Villa Charities due giorni fa ha, a dir poco, fatto infuriare i membri della Columbus Athletic & Social Association (CASA).
 In maniera diretta il comunicato contiene un attacco a tutti coloro che non sostengono il progetto che implica la demolizione del centro comunitario all’incrocio di Lawrence Avenue e Dufferin Street. “Sarà difficile che riusciate a trovare qualcuno che non vuole vedere questa organizzazione prosperare per le generazioni attuali e quelle future” si legge in uno dei primi paragrafi. «Villa Charities è l’organizzazione che ha negli ultimi dieci anni ha ridotto all’osso la manutenzione del Columbus Centre al punto che lo scorso mese ha affisso note di scusa diretti ai membri per lo stato pessimo delle riparazioni – dice con fervore Ian D. MacDonald, fondatore di CASA e membro da decenni del Columbus Centre –  molti membri sono convinti che questo abbandono sia stato fatto deliberatamente per costringerli ad andare via e smetterla di opporsi al progetto di Villa Charities. Chiudere la caffetteria la domenica, non aprirla ora fino alle 10 del mattino e aumentare il tesseramento del 10% all’inizio di ottobre non fa certo pensare che l’organizzazione voglia attirare nuovi membri più giovani e ancor meno farsi amare dai membri che ha».
Non apprezza affatto quello che definisce il tentativo di giustificare il proprio comportamento poco corretto di Villa Charities, Ian MacDonald. “Coloro che usano queste tattiche e urlano più forte stanno cercando di creare paura e aggredire i membri più vulnerabili della nostra comunità che non possono accedere o hanno scelto di non accedere a tutte le informazioni disponibili” si legge nella newsletter di Villa Charities: «Ma è proprio Villa Charities che ha postato su tutte le bacheche del Columbus Centre che chiunque venga sorpreso a distribuire messaggi non condivisi dalla direzione verrà buttato fuori dal centro – continua MacDonald – sono proprio loro che non hanno permesso a CASA di usare l’elenco delle e-mail di Villa Charities per comunicare con tutti i membri. Nonostante il loro tentativo di tapparci la bocca CASA ha però un forte seguito tra i membri e nella comunità».
Una comunità, aggiunge l’agguerrito fondatore di CASA, nella quale non abbiamo trovato un solo membro a favore della demolizione del Columbus Centre. Villa Charities, nel comunicato, scrive invece che “molti membri della comunità sono entusiasti sostenitori del progetto, sono felici della prospettiva di avere un Columbus Centre rinnovato con strutture ampliate e all’avanguardia”.  «Ampliate? – si chiede ironicamente MacDonald – nei loro piani ci sono in realtà la perdita dell’Health Club, dei campi da tennis, di quelli da pallacanestro, da squash, della sala TV, delle vasche idromassaggio e così via».
L’unica cosa interessante, fa notare MacDonald, è constatare che Villa Charities ha preso atto che i donatori generosi che hanno costruito il Columbus Centre non la sostengono più. “Adesso sostengono altre attività”, è la laconica spiegazione che si legge nella newsletter. Il motivo, secondo Ian MacDonald, è invece di altra natura. «Abbiamo parlato con quei generosi donatori e fondatori che sono così disgustati di come sono stati trattati da Villa Charities, che non vogliono avere niente a che fare con loro. Vedono troppe persone, in seno al consiglio direttivo che si autonomina,  lì che da troppo tempo hanno i loro programmi privati e nulla a che fare con il benessere dei membri del Columbus Centre», aggiunge MacDonald.
Secondo il fondatore di CASA impegnato da tempo a lottare per il salvataggio del Columbus Centre i 4mila membri del centro comunitario hanno a cuore questa struttura, icona e vanto della comunità. «I membri del Columbus Center sono disposti a lavorare duro, sostenere i cambiamenti, donare tempo e denaro per vedere il Columbus Centre crescere e attirare più membri, ma non sono disposti a farlo per il board di direttori di Villa Charities che li tratta con mancanza di rispetto», conclude MacDonald.
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