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VCI/TCDSB segue Trump per demolire il Columbus Centre

VCI/TCDSB segue Trump per demolire il Columbus Centre

TORONTO – Donald Trump non ha vinto le elezioni. Comunque, grazie alla sua prevalenza presso il Collegio Elettorale (dove un gruppo ristretto di votanti può stabilire le carriere personali e quindi, la direzione politica del paese) egli è ora Presidente.
Una lezione che non è sfuggita agli “strateghi” che consigliano il partenariato della joint venture, VCI/TCDSB, determinata a travolgere come un rullo compressore, l’opposizione della comunità ad un progetto di sviluppo immobiliare, che minaccia il cuore e l’anima più veri della comunità italo canadese e tutto ciò che è stato l’ispirazione delle altre etnie appartenenti al mosaico del Canada.
Le loro tattiche sono deplorevoli. Per raggiungere il loro scopo, offendono ogni principio di impegno comunitario, ogni coinvolgimento democratico.
Tuttavia la partnership non ha riscosso sempre successo. Il consiglio comunale di North York aveva loro richiesto la necessità di più consultazioni pubbliche, prima che il Dipartimento per l’Urbanistica avrebbe autorizzato la demolizione e la costruzione. Il consiglio comunale di Toronto ha fatto questo ed altro: ha raccomandato al Dipartimento per la Conservazione dei Beni Culturali di esaminare il valore del Columbus Centre come patrimonio storico e culturale di Toronto.
La VCI, per conto del partenariato ha presentato una domanda all’Ontario Municipal Board (OMB) nel tentativo di aggirare la necessità di giustificare il progetto alla comunità. Il TCDSB, inizialmente, si era dissociato da quella tattica, ma sosteneva il suo partner fino a quando, di recente, “ha persuaso” la VCI di ritirare (seppur temporaneamente) la domanda.
Nel frattempo hanno richiesto a non una, ma due società di consulenza, di condurre delle “consultazioni pubbliche” per valutare l’appoggio della comunità (costo approssimativo: $75,000). Ognuna di tali consultazioni è stata strettamente controllata e organizzata in modo tale che l’obiettivo finale (demolizione e costruzione) risultasse un fatto compiuto. Per esempio, le persone interessate dovevano registrarsi per partecipare alle riunioni il cui numero di partecipanti è limitato.
In secondo luogo, il TCDSB, attraverso queste società di consulenza, sta conducendo una propria serie di consultazioni con i presidi, gli insegnanti e i presidenti dei Parent Council, alle quali partecipano anche i manager del provveditorato cattolico stesso. Il risultato è prevedibile. Lo scopo è chiaro: avere un numero sufficiente di “mini consultazioni” con l’esito desiderato in modo che ciascuna di esse possa essere presentata a sostegno dell’iniziativa. Insomma un mini Collegio Elettorale.
Anche se questi incontri sono stati criticati dall’irritato gruppo Save the Columbus Centre, come “pratiche fasulle” guidate da ‘utili idioti’. Anche se in totale, il numero dei partecipanti -inclusa la partecipazione imposta agli impiegati del TCDSB- non ha raggiunto le duecento unità.
Mentre, al contrario, le riunioni pubbliche sponsorizzate dal gruppo CASA  hanno visto la presenza di quasi duemila persone, senza contare le diverse centinaia che hanno preso parte ai due meeting dello School Board.
Nessuno sembra in grado di dare una valida motivazione all’impegno  assoluto del TCDSB nel costruire una terza scuola su un sito già sotto utilizzato. Non di certo, in nessun modo, il fiduciario scolastico della zona. 
A lei pare essere nella posizione di prendere un’iniziativa incontestabile per parlare. Riferisce di sostenere un’opzione che non è stata ancora posta sul tavolo, o resa pubblica, neanche a quel piccolo gruppo somigliante ad un ‘collegio elettorale’. Ma lei e i manager “ne hanno parlato”.
La VCI continua a spingere fortemente il TCDSB a rimanere in corsa. Sarà il fascino di un potenziale profitto all’orizzonte.
Il frastuono della sua insistenza nella protesta pubblica, ha smorzato la capacità di ascolto dei Trustees e del personale (del TCDSB) in seno alla più grande organizzazione educativa religiosa del Canada, nel distinguere gli obiettivi dei programmi costituzionali e religiosi che sostengono la logica della loro stessa esistenza.
 
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