CorrCan Media Group

Una linea comune tra Ottawa e Province per la riapertura

Una linea comune tra Ottawa e Province per la riapertura

Una linea comune tra Ottawa e Province per la riapertura

TORONTO – Il rispetto di una serie di principi comuni tra il governo federale e le amministrazioni provinciali per il riavvio dell’economia canadese.

È quanto è stato deciso dal Justin Trudeau e dai premier, che hanno firmato un documento nel quale sono elencate le linee guida in vista di una possibile fase 2 a livello nazionale. Che, diciamolo subito, non avverrà. O meglio, ogni singolo governo provinciale deciderà quando iniziare ad allentare le restrizioni imposte in tutto il Canada nel tentativo di frenare il contagio di Covid-19.

E in effetti nell’ultima settimana Saskatchewan, New Brunswick, Quebec, Ontario e ieri Manitoba hanno gettato le basi – con numerose differenze – per far ripartire l’economia dopo lo stop imposto dall’emergenza sanitaria.

Il documento firmato dal primo ministro e dai premier sembra un tentativo da parte del governo federale di armonizzare l’azione delle singole province, anche se leggendolo si scopre che in eetti si tratta di una serie di principi estremamente vaghi che lasciano un’ampia libertà di movimento alle singole province.

Innanzitutto le amministrazioni provinciali potranno avviare la fase 2 solamente quando sarà certificata l’abilità di contenere la trasmissione del Covid-19 a un livello gestibile dai sistemi sanitari provinciali. Ci deve quindi essere una stabilizzazione dei nuovi casi e del numero dei ricoveri in ospedale.

Le Province dovranno dimostrare una capacità sufficiente a testare, tracciare e isolare il virus quando una persona risulterà positiva. Allo stesso tempo, le amministrazioni provinciali dovranno essere in grado di sostenere il peso sanitario costituito dai pazienti contagiati dal coronavirus e dai pazienti che sorono di altre patologie.

Occhio di riguardo anche per le case di cura a lunga degenza. Le Province dovranno attivare misure di protezione aggiuntive per le fasce più a rischio, quindi i residenti delle long-term care, delle carceri e degli shelter per i senzatetto. Contemporaneamente, dovrà essere garantita la massima sicurezza nei posti di lavoro, in particolare con la fornitura di tutto il materiale protettivo necessario laddove non potrà essere garantita la distanza sociale.

Le Province inoltre si impegnano al coordinamento sull’allentamento delle restrizioni sui viaggi non considerati essenziali, per evitare il rischio che il Covid-19 possa essere importato un’altra volta.

Infine i governi provinciali dovranno dimostrare di essere in grado di localizzare e circoscrivere focolai di coronavirus, ad esempio nelle scuole o nei mezzi del trasporto pubblico.

Nel documento, però, si prende atto della diversità delle varie realtà provinciali. “Mentre la prima ondata del virus sta passando – si legge – i governi provinciali e dei Territori si muoveranno alla loro velocità per far ripartire in sicurezza le attività economiche entro le loro giurisdizioni, proteggendo sempre la salute dei canadesi”.

Questo passaggio, più di tutti gli altri, fotografa con estrema precisione quello che sta accadendo. Ogni Provincia sta andando per conto suo, dopo che nella primissima fase si era registrata un’unità di azione e di intenti con il coordinamento dall’alto del governo federale.

In poco più di due settimane in alcune province come il Saskatchewan, il Manitoba e il New Brunswick buona parte degli esercizi commerciali riprenderanno la loro attività, in Quebec verranno riaperte scuole elementari e asili, mentre in Ontario continuerà a prevalere la linea della prudenza.

Vedremo nei prossimi giorni quale sarà la strategia vincente, tenendo presente che la battaglia contro il Covid-19 non è stata ancora vinta.