Tutti i rischi della guerra dei pedaggi nella GTHA

di Francesco Veronesi del December 9, 2016

trafficoTORONTO - Il primo è stato il sin­daco di Toronto John Tory. Ma a breve potrebbero seguirlo a ruota i primi cittadini di Mississauga, di Hamilton, di Vaughan, di Bramp­ton e di Markham. In Ontario, en­tro poco tempo, potremmo assiste­re alla guerra del pedaggio auto­stradale. A lanciare l’allarme è sta­to Patrick Brown, leader del Pro­gressive Conservative che ha spo­sato la campagna “No Tolls” con­tro la premier dell’Ontario Kathle­en Wynne. In realtà a scagliare la prima pietra è stato proprio Tory, che ha sponsorizzato la proposta ­poi votata e approvata dal Consi­glio Comunale di Toronto -di at­tivare i pedaggi lungo la Gardiner Expressway e la Don Valley Par­kway per raccogliere fondi da de­stinarsi ai progetti di infrastruttu­re nei trasporti.
Secondo i piani di City Hall, tutti gli automobilisti che transiteranno lungo queste due arterie autostra­dali dovranno pagare un pedaggio fisso di 2 dollari. Stando a un son­daggio realizzato un paio di setti­mane fa, la stragrande maggioran­za dei torontini, sia a downtown che nelle periferie, sono favore­voli a questa misura. La percezio­ne, infatti, è che i pedaggi siano più che altro rivolti ai pendolari diretti a Toronto da Nord e da Ovest. Ma secondo Brown, se davvero Toron­to dovesse attivare i pedaggi, poco dopo potrebbe arrivare la “rappre­saglia” dei Comuni limitrofi: si sca­tenerebbe una vera e propria corsa al pedaggio, con ogni singola real­tà municipale pronta a richiedere a gran voce la propria fetta di pro­fitto.
«Abbiamo già sentito - ha sot­tolineato Brown - che il sindaco di Mississauga è intenzionato ad ave-re un’entrata da tutti quelli che la­sciano la città per andare all’aero­porto. E avete sentito come i sin­daci della 905 dire: “Se farete paga­re le persone che raggiungono To­ronto, allora preparatevi a far pa­gare anche le persone che si allon­tanano da Toronto”».
lascheda1È evidente, in ogni caso, come le parole del leader del Progressive Conservative siano da contestua­lizzare all’interno dello scontro politico tra il suo partito e la pre­mier liberale. Che tra l’altro ha già messo le mani avanti, accusando lo stesso Brown di un atteggiamen-re, a differenza dei conservatori». spettare Tory al varco e vedere se tà quanto ha già concesso a Toron­to populistico pensato solamente Eppure, nei Comuni limitrofi, l’i-e fino a che punto sarà realizza-to. Insomma, per ora stiamo assi­per raccogliere il malcontento del-dea di ricavare extra gettito utiliz-to il suo piano pedaggi. Ma quan-stendo alle primissime scaramuc­la gente. «Noi - ha detto la Wynne zando la rete autostradale inizia a do entrerà in vigore, allora ci sarà ce della guerra dei pedaggi. Ma
- abbiamo un piano per finanziare fare gola a molti. Per ora la paro-un precedente e la Provincia non il rischio di escalation è davvero gli investimenti nelle infrastruttu-la d’ordine è prudenza: si vuole a-potrà negare alle altre municipali-molto alto.

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Nell'imagine a sinistra - I piani del progetto (clicca per ingrandire immagine)

 

 
TORONTO - "Insieme al nostro partner, il provvedditorato scolastico del distretto cattolico di Toronto (TCDSB), siamo determinati a costruire un centro culturale italiano migliore, che soddisfi le esigenze della nostra comunità e rimanga fedele alla nostra missione". Così dice l'ultima lettera “raggirante” di Villa Charities Inc. (VCI).
É lampante che non un singolo membro del consiglio della VCI né della Villa Charities Foundation (VCF) ha sentito la necessità di apporre la propria firma. Forse non hanno il coraggio e la convinzione. Hanno già perso la credibilità e la fiducia del pubblico. Anche il fiduciario del TCDSB, Maria Rizzo, aveva affermato tanto nell'incontro pubblico del TCDSB in agosto. E, in virtù del suo ruolo, ora è "una socia" nel loro progetto.
Ma quali sono quelle esigenze? Cos’è quel “progetto”?

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