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Trudeau cambia il tono: situazione inaccettabile. L’Rcmp molla la presa

Trudeau cambia il tono: situazione inaccettabile. L’Rcmp molla la presa

Trudeau cambia il tono: situazione inaccettabile. L’Rcmp molla la presa

TORONTO – “Stiamo lavorando duramente per porre fine ai blocchi. È una situazione inaccettabile”.

C’è un netto cambiamento di tono da parte di Justin Trudeau nei confronti della protesta dei nativi che sta bloccando il traffico ferroviario in tutto il Canada ormai da due settimane.

La presa di posizione del primo ministro si è avuta ieri, prima dell’incontro di governo convocato dal leader liberale per trovare una soluzione all’impasse che si sta ripercuotendo pesantemente sull’economia del Paese.

Basta pensare che appena 24 ore prima Via Rail aveva annunciato il ricorso alla cassa integrazione per circa mille dipendenti proprio a causa del blocco della circolazione ferroviaria.

Ma a cosa è dovuto questo repentino cambiamento di Trudeau, che non più tardi di tre giorni fa predicava il dialogo ad ogni costo?

Un elemento nuovo è arrivato dall’Rcmp della British Columbia, che si è detta disposta a lasciare i territori dei Wet’suwet’en: questa era la conditio sine qua non posta dai chief ereditari che si oppongono alla costruzione del gasdotto Coastal GasLink.

La decisione della polizia federale è stata poi confermata dal ministro della Pubblica sicurezza Bill Blair, che ha sottolineato come a suo avviso il passo indietro dei Mounties dovrebbe favorire il confronto tra le parti e il ritorno alla normalità.

In ogni caso sempre ieri uno dei chief ereditari dei Wet’suwet’en contrario al gasdotto ha fatto sapere che per lui il semplice ritiro dell’Rcmp non è sufficiente a far finire la protesta: serve – ha detto – un incontro con il primo ministro e con i dirigenti della compagnia che vuole costruire il gasdotto da 6 miliardi di dollari.

L’esecutivo continua quindi a giocare questa doppia delicata partita. La ministra incaricata per le Relazioni tra il governo e gli indigeni, Carolyn Bennett, ha offerto per la seconda volta la propria disponibilità a incontrarsi con i chief ereditari: la sua richiesta per ora non ha ricevuto risposta.

Ma la situazione si conferma ancora più complicata proprio a causa delle divisioni emerse all’interno della stessa tribù dei Wet’suwet’en: la maggioranza dei nativi aderenti a questa First Nations si è detta favorevole alla costruzione del Coastal GasLink e polemizza con le ragioni della protesta dei chief ereditari. Quest’ultimi hanno invece ricevuto solidarietà da molte altre First Nations, a partire dai Mohawks in Ontario e Quebec.