Trasporti, Sanità e Istruzione pubblica
i tre ministeri chiave
nel nuovo governo

di Francesco Veronesi del June 22, 2022

TORONTO - Trasporti, Sanità e Istruzione Pubblica. Per budget, gestione delle risorse, peso politico e visibilità saranno questi i tre ministeri chiave nel prossimo governo conservatore che presterà giuramento venerdì mattina davanti alla vice governatrice Elizabeth Dowdeswell.

Tenuto conto che al dicastero più importate, quello delle Finanze, verrà riconfermato Peter Bethlenfalvy, nell'assegnazione dei tre portafogli sopraelencati capiremo come sono cambiati i rapporti di forza all'interno del cerchio dei fedelissimi di Doug Ford.

Rapporti ed equilibri, è utile sottolinearlo, che sono già mutati in modo significativo con il passo indietro dell'ex ministro della Sanità e vice premier Christine Elliott, che ha deciso di non ricandidarsi alle elezioni del 2 giugno.

Per la Sanità Doug Ford ha davanti a sé numerose opzioni. La prima è quella di puntare su Carolyn Mulroney, astro nascente del Progressive Conservative che nella scorsa legislatura ha già ricoperto incarichi di primo piano nell'esecutivo conservatore: prima ministro di Grazia e Giustizia, quindi ministro dei Trasporti e ministro ad interim per gli Affari francofoni.

Nel borsino del totoministri salgono anche i nomi di Sylvia Jones - già Sollecitor General e ministro del Turismo - e quello di Prabmeet Sarkaria, che nella scorsa legislatura ha sostituito al Tesoro Bethlenfalvy quando quest'ultimo è stato promosso alle Finanze. In odore di promozione anche Vic Fedeli, al quale negli ultimi quattro anni sono stati affidati incarichi di grande importanza, Finanze e Sviluppo Economico.

Nelle gerarchie interne del nuovo corso fordiano sale d'importanza il ministero dei Trasporti. La piattaforma programmatica del premier, infatti, prevede investimenti miliardari in nuove infrastrutture pubbliche, a partire dalla costruzione dell'Highway 413. La rosa dei candidati prevede la possibile conferma del ministro uscente Stan Cho, il ritorno della Mulroney, la promozione dello stesso Fedeli, o l'assegnazione dell'incarico a Monte McNaughton, già ministro del Lavoro molto apprezzato dal premier.

Per l'Istruzione Pubblica, è abbastanza probabile la conferma di Stephen Lecce. Il settore scolastico nei prossimi mesi sarà attraversato da scossoni sul fronte sindacale - gli insegnanti sono già sul piede di guerra in vista della scadenza del contratto collettivo a fine agosto - e su quello della pandemia, con le nuove varianti che proiettano la loro ombra minacciosa sul nuovo anno accademico.

Se nel rimpasto dovesse essere coinvolto anche il deputato provinciale eletto a King-Vaughan, potremmo vedere la promozione di Ross Romano, che nella scorsa legislatura si “è fatto le ossa” con il portafoglio dei College e delle Università, prima di passare al dicastero dei Servizi dei Consumatori.

Ma sono comunque tanti i deputati che aspirano legittimamente ad avere uno spazio di rilievo nella nuova squadra di governo. E tra questi troviamo anche una lunga lista di ministri uscenti che nel rimpasto governativo puntano alla promozione: Kinga Surma (ex ministro delle Infrastrutture), Todd Smith (Energia), Greg Rickford (Affari Aborigeni), David Piccini (Ambiente), Parm Gill (Immigrazione) e Doug Downey (Giustizia) molto probabilmente faranno ancora parte dell'esecutivo. I

l gruppo parlamentare dei conservatori si è allargato, raggiungendo quota 83, e il premier sta pensando di aumentare i posti disponibili nella squadra di governo, che allo scioglimento della Camera erano 28.

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