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TCDSB/VCI: Sarebbe ora che ve ne andiate, dimettetevi

TCDSB/VCI: Sarebbe ora che ve ne andiate, dimettetevi

TORONTO – Se mai si dovesse studiare il caso su come un piccolo gruppo di cittadini dovrebbe riunirsi per affrontare le persone più influenti e le organizzazioni semi governative e vincere ancora, l’esempio inutile e costoso di Villa Charities (VCI) e del Toronto Catholic School Board (TCDSB) entrerebbe sicuramente di diritto negli annali della storia.
Si corre il rischio di colpire con la stessa pennellata di critiche, che nell’insieme essi meritano abbondantemente, anche le persone di buona volontà, all’interno di questi direttivi. 
Bisogna ricordare che l’avidità nuda e cruda per il progetto miliardario abbracciato dalla società VCI/TCDSB sarebbe stata ancora alimentata, se non fosse per le “menti oculate” dei fiduciari scolastici Piccininni e D’Amico che hanno proceduto con cautela, prendendo in considerazione “la spesa e l’impresa” prima che il progetto crollasse. Come era opportuno che succedesse.
Va anche rammentato che la “leadership” in entrambe le organizzazioni ha speso milioni di dollari in studi per la possibile realizzazione e molte altre centinaia di migliaia in relazioni pubbliche e campagne pubblicitarie con il fine di “scioccare e sbalordire” la gente pensando di persuaderla ad accettare il loro progetto. Per qualche ragione, questi individui sono ancora al loro posto di lavoro.
Perchè Aldo Cundari, Nina Perfetto e Karen Manarin sono ancora a capo rispettivamente di Villa Charities Inc., Villa Charities e Columbus Centre? Come giustificherà ora il loro presidente, Anthony Di Caita, la sua retribuzione che si aggira intorno ai 300mila dollari annui? Il suo ruolo di arrogante intimidatore è stato ora declassato a semplice esattore condominiale.
La stessa questione può porsi per Rory McGuckin, la controparte di Di Caita nel TCDSB (Stipendio simile con richiesta di aumento). Era pronto ad esortare di procedere con il progetto edilizio dei condomini, nonostante l’ammissione che realmente non c’era per esso nè sostegno pubblico né affari d’ interesse  nelle prospettive del TCDSB. Ha dedicato l’equivalente di 90 ore dei suoi dirigenti per spiegare questi concetti in una relazione al suo collegio dei fiduciari scolastici.
Teniamo presente che il TCDSB riceve circa 1.2 miliardi di dollari all’anno dal governo dell’Ontario, per l’istruzione di 90mila ragazzi con programmi stabiliti a prepararli ad un futuro fertile basato sui valori, come cittadini rispettosi delle leggi. È stato il Ministro dell’Istruzione a doverglielo ricordare con un semplice messaggio: non otterrete i 32.8 milioni di dollari per giocare a fare l’appaltatore – concentratevi sull’istruzione. Smettetela con questa assurdità.
In ciò che appare un finto atto di contrizione – termine cattolico che si usa nel processo dell’esame di coscienza, seguito dall’ammissione di colpa e la promessa di voltare pagina – il 22 febbraio scorso, il TCDSB ha dichiarato unanimemente che avrebbe reso noto l’Accordo di Riqualificazione del TCDSB/VCI, l’Atto di Compravendita da parte del TCDSB dei terreni della VCI e del Convento delle Suore del Buon Pastore. Le due proprietà sono costate ai contribuenti qualcosa come 41 milioni di dollari. Tutto nell’interesse della trasparenza. Almeno fino a quando i presenti all’incontro non hanno lasciato la sala. Oggi siamo al 14mo giorno da quando quella mozione della trustee Maria Rizzo (la forza motrice dietro il progetto) è stata approvata all’unanimità, a seguito di un voluto preambolo lungo e lacrimevole, da parte sua. Tuttavia i documenti non sono ancora disponibili.
Sembra che Rory McGuckin non riesca a presentarli, nonostante le ripetute richieste del Corriere e di altri. Evidentemente non intende onorare la mozione regolarmente presentata e approvata dal suo Board.
McGuckin e Rizzo hanno invece presentato un’altra lunga e strabordante mozione che sarà discussa questa sera. Un sforzo complicato e laborioso, questo, per imporre un cono di silenzio sotto la minaccia di licenziamento e/o un’azione legale contro i colleghi “Trustees che non seguono la linea di partito”.  La mozione è composta da 16 proposte e 7 risoluzioni.  La cassetta degli attrezzi di qualcuno – è ovvio –  scarseggia di qualche vite.
Se la  presidentessa del TCDSB possiede più rettitudine del suo omologo nel gruppo della VCI, considererà la mozione fuori ordine o indurrà qualcuno dei suoi colleghi a suggerire tale procedimento.
Oppure McGuckin può cominciare a mostrare la sua leadership dicendo a Rizzo che ha passato il limite, sollecitandola a ritirare la mozione.
 
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