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TCDSB comincia a capire le regole della democrazia

TCDSB comincia a capire le regole della democrazia

TORONTO – L’imponente e avido complesso residenziale concepito dalla campagna “reimagine” lanciata dal gruppo che ha preso il controllo di Villa Charities è ormai in punto di morte. Ancora non è finito, ma c’è il pericolo serio che perda un partner fondamentale, il Toronto Catholic District School Board (TCDSB).
La mozione del trustee Sal Piccininni (riportata qui) – nonostante tattiche procedurali pensate per rimandare il dibattito e scoraggiare interventi pubblici debitamente registrati, e nonostante ripetuti sforzi da parte di trustee recalcitranti che hanno sollevato falsi problemi al solo scopo di bloccare la mozione – alla fine ha prevalso. 
Il dibattito è cominciato alle 10pm, tre ore dopo l’inizio programmato. Piccininni ha “resistito”, così come hanno fatto le centinaia di sostenitori del gruppo Save the Columbus Centre.
Per chi crede che la democrazia e la partecipazione dei cittadini cominci e finisca con un “click e invia”, questo gruppo dovrebbe prendere in considerazione di dare lezioni su come preparare e recapitare un messaggio – e su come aspettare che “finisca il rumore”.
Di quello ce n’è stata una dose considerevole. Il TCDSB all’ultimo minuto ha orchestrato che interventi non programmati di tre scuole del Nord-est di Scarborough passassero avanti alla fila nella speranza che i sostenitori della mozione Piccininni andassero a casa.
Hanno addirittura inviato una email a Debbie Galego, il cui intervento era previsto e registrato, dicendole che non le sarebbe più stato permesso di parlare, sapendo che il permesso lo avrebbero dato ad altre 16 persone che non si erano registrate per farlo.
Ci si chiede perché il TCDSB insista così tanto a voler demolire il Columbus Centre, un’icona di integrazione italocanadese, inclusività, stile di vita e cultura. È qualche preconcetto innato tra i membri del suo staff o una predisposizione “inesplicabile” alla contrarietà da parte di alcuni trustee? La prima obiezione di chi si opponeva alla mozione era incentrata sulla parola “overwhelming” (schiacciante) – “non quantificabile, incommensurabile”, hanno detto, perciò da elminare. Non hanno spiegato in che modo poi si dovrebbe misurare o quantificatificare il “supporto”.
Ovviamente, non per essere biblici, una manciata basterebbe in seguito a giustificare la strategia della demolizione. La parola “schiacciante” sposta l’onere della prova su quelli che vogliono buttare giù ciò che è stato costruito nel corso di generazioni.
Il secondo “depistaggio” era incentrato sulle responsabilità penali del TCDSB nel caso in cui dovesse tirarsi indietro dalla partnership con Villa per quanto riguarda il progetto. 
In due diverse occasioni il consiglio del TCDSB ha dichiarato che non ci sono implicazioni legali. Il direttore ha riconfermato la posizione per cui l’unico obbligo dei trustee del TCDSB è quello di accettare o rigettare (dopo informato dibattito) un rapporto presentato dallo staff.
Alcuni trustee hanno rigettato queste “linee guida”. Una in particolare, la trustee Poplawski, già accusata di possibile conflitto di interessi e indifferenza dai suoi stessi elettori, ha espresso il suo disaccordo con l’assistenza legale del TCDSB e ha votato contro la mozione.
I trustee Davis, Crawford e Rizzo hanno fatto lo stesso. Dopo aver ascoltato gli interventi ci si chiede perché.
I trustee Andrachuck, Bottoni, Del Grande, Martino, e Tanuan si sono schierati dalla parte di Piccininni. Frank D’Amico era assente a causa del funerale del fratello celebrato lo stesso giorno. Il presidente non si è registrato per votare – la mozione è andata avanti in ogni caso. 
Le persone intervenute sono state convincenti, brevi e professionali negli argomenti che hanno presentato e nello stile in cui l’hanno fatto. 
Se non si erano coordinati allora meritano un ancora maggiore riconoscimento per le informazioni che hanno fornito e per la loro eloquente difesa di una icona della comunità.
Sono intervenuti una serie di accademici, scrittori, avvocati, rappresentanti della comunità, insegnanti, membri di health club, residenti, uomini d’affari, etc. – tutte persone di successo nel loro campo.  
È giusto fare i nomi di quelli intervenuti per conto di CASA – senza sminuire il valore di chi ha parlato in passato e in altri contesti e l’ha fatto sempre in supporto dei propri colleghi (Vera Held, Christine Genowefe, Kerry Kotlarchuk, Lawrence Pincivero, Paul Cavalluzzo, Elio Costa, Joe Baglieri, Dorothy Pullan, George Galegolo).
Ripubblichiamo un altro intervento, quello di Stephanie Fusco-D’Amico, il cui tono e contenuto racchiudono valori che per alcuni trustee “in missione per demolire” sembrano difficili da comprendere.
Joe Baglieri, avvocato, membro di health club ed ex trustee, ha proposto che il TCDSB “smetta di fare la parte di facilitatore e complice di VCI” e del suo piano per cancellare ciò che è stato creato grazie a 40 anni di cure e dedizione. 
Andava detto.
A Sal Piccininni va il merito di aver almeno fatto in modo che i fatti venissero messi all’ordine del giorno per essere discussi. È stato cauto: “la battaglia non è ancora finita”, ha detto, aggiungendo che “la questione non è più puramente locale; grazie a Frank D’Amico alcuni di noi hanno iniziato ad accettare che le implicazioni del progetto sul tavolo hanno conseguenze che vanno al di là dell’angolo nord-ovest di Lawrence e Dufferin”. 
 
PARTE DELLA MOZIONE DI SAL PICCININNI
 
"SI CONCLUDE CHE: qualora l'esito della consultazione pubblica non comprovasse in modo schiacciante il sostegno alla riqualificazione del sito di Villa Charities,
il TCDSB non continui più la partnership con Villa Charities Inc. e proceda invece con la costruzione della scuola superiore Dante Alighieri Academy
sulla proprietà attualmente di proprietà di tale provveditorato."
 
 
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