Tassi d’interesse troppo alti,
ora un canadese su 4
potrebbe essere costretto
a vendere casa

di Francesco Veronesi del 14 June 2022

TORONTO - La politica del rialzo dei tassi d’interesse potrebbe costringere un canadese su quattro a dover vendere casa. È questa l’allarmante istantanea scattata da Manulife con un sondaggio che mette in luce come la strategia di Bank of Canada per contenere l’inflazione nel nostro Paese possa avere delle conseguenze indirette molto pesanti per chi deve pagare il mutuo.

Stando allo studio condotto dal 14 al 20 aprile e presentato ieri, un canadese su cinque si trova in una situazione finanziaria estremamente precaria, appesantita dal repentino aumento del costo della vita. Il 20 per cento degli intervistati, inoltre, ritiene che la politica di rialzo dei tassi d’interesse inaugurata dalla Banca Centrale canadese avrà “un significativo impatto negativo sui debiti personali, sul mutuo e sulla propria situazione finanziaria”.

Ma non solo. Una consistente fetta della popolazione si trovava già in grave difficoltà prima del cambio di rotta di Bank of Canada. Il 18 per cento del campione, infatti, dichiara apertamente di non potersi permettere più la propria abitazione. Una situazione, quella messa in luce nel sondaggio di Manulife, che non offre soluzioni immediate. Da un lato, infatti, negli ultimi mesi l’inflazione è tornata a galoppare in Canada - così come in Italia, peraltro - a ritmi senza precedenti. L’aumento dei prezzi dei prodotti energetici - petrolio e quindi benzina, in primis - insieme al rincaro dei beni alimentari hanno avuto delle pesantissime ricadute nelle tasche dei consumatori.

A maggio il costo della vita ha subito un aumento del 6,8 per cento, stabilendo un record al rialzo che in Canada non si vedeva da 31 anni.

Per cercare di frenare il carovita e mitigare gli effetti dell’inflazione, Bank of Canada dopo una lunghissima fase di immobilismo ha deciso di intervenire, usando però la mano pesante: l’ultimo aumento è stato quello annunciato lo scorso primo giugno, con un rialzo dei tassi di mezzo punto percentuale per arrivare all’1,5 per cento. Oltre a questo la scorsa settimana la Banca Centrale ha confermato come la politica di aumento dei tassi d’interesse continuerà anche nei prossimi mesi.

Ora la chiave, sostengono gli esperti, è quella di riuscire a trovare il giusto equilibrio tra le necessità di intervento per sgonfiare l’ondata inflattiva e quello di non arrivare troppo bruscamente a tassi d’interesse troppo alti, che avrebbero pesanti ripercussioni sui mutui.

Il problema è che questa situazione allarmistica si viene a creare in una fase economica particolarmente delicata. Il Canada, così come il resto del mondo, sta faticosamente uscendo da due anni pesantissimi di pandemia, caratterizzata da lockdown e chiusure di interi comparti economici, con centinaia di migliaia di persone che hanno perso il lavoro e che hanno visto indebolirsi considerevolmente il loro potere d’acquisto. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a una lenta ripresa economica, con un rafforzamento della crescita e a una nuova impennata occupazionale.

Nel sondaggio, infine, viene messa in luce alla perfezione la correlazione tra difficoltà economiche e ricadute sulla salute mentale dei canadesi. Circa la metà degli intervistati che hanno ammesso di avere dei debiti, infatti, conferma come questo tipo di situazione abbia avuto delle ricadute nello stato di salute psicofisica.

Nella foto, una casa in vendita

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