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Sussidi per i salari, via libera a Ottawa

Sussidi per i salari, via libera a Ottawa

Sussidi per i salari, via libera a Ottawa

TORONTO – Via libera da parte del parlamento federale alla seconda tranche di aiuti attivati per contrastare gli effetti economici della pandemia. Con uno sforzo bipartisan i deputati federali hanno approvato la legge che prevede il sostegno del governo federale alle aziende intenzionate a riassumere o a mantenere la loro forza lavoro.

La misura garantisce il pagamento del 75 per cento del salario di un dipendente da parte dello Stato, mentre il restante 25 per cento dovrà essere pagato dal datore di lavoro. Le aziende e le attività commerciali che decideranno di ricorrere a questo sussidio dovranno dimostrare di aver avuto un calo di almeno il 15 per cento del fatturato tra il marzo 2020 e lo stesso mese del 2019, oppure nel confronto tra gennaio e febbraio con lo stesso mese di marzo.

Come era già successo durante l’approvazione del primo pacchetto d’aiuti, anche in questo frangente le opposizioni hanno favorito un rapido via libera durante la discussione parlamentare, limitando di molto il dibattito e non presentando emendamenti.

Allo stesso tempo però le opposizioni hanno messo sul tavolo della discussione una serie di proposte che potranno essere discusse nei prossimi giorni e che potrebbero essere inserite in un’altra legge per il sostegno delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese durante questa crisi provocata dal Covid-19.

Secondo i calcoli forniti dal ministro delle Finanze Bill Morneau, il costo complessivo di questo secondo pacchetto di misure approvate in parlamento sarà di circa 73 miliardi di dollari, una cifra che potrebbe subire modifiche a seconda della durata dell’emergenza.

“Questa non è una guerra – ha dichiarato il primo ministro Justin Trudeau durante il suo intervento alla House of Commons prima dell’approvazione del progetto di legge – ma questo non rende la nostra lotta meno distruttiva e meno pericolosa. Qui non c’è un fronte segnato dal filo spinato, non ci sono soldati inviati dall’altra parte dell’oceano, non ci sono nemici da sconfiggere sul campo di battaglia. Invece, la linea del fronte è dappertutto: nelle nostre case, nei nostri ospedali, nei negozi e nelle farmacie, nelle stazioni di servizio. E le persone che lavorano in questi posti sono i nostri eroi dell’era moderna”.

Le opposizioni, pur garantendo la rapida approvazione del pacchetto di aiuti, hanno sottolineato alcuni punti di frizione con il governo. Durante il suo intervento, il leader ad interim del Partito Conservatore Andrew Scheer ha voluto rimarcare come a suo avviso l’esecutivo debba già iniziare a ripensare a come rimettere a posto i conti pubblici una volta finita l’emergenza.

Sommando i vari provvedimenti assunti dal governo contro la crisi del Covid-19, nell’anno fiscale 2020-2021 si dovrebbe avere un deficit pari a 184 miliardi di dollari. “Ci sarà bisogno di alcune restrizioni nella spesa – ha detto Scheer – se vogliamo rimetterci sulla strada giusta”.

Ma il leader conservatore ha voluto anche criticare il governo per alcune decisioni che sono state prese nella gestione di questa difficile crisi. “Perché – ha chiesto Scheer – il governo ha aspettato così tanto prima di imporre delle restrizioni sui viaggi? Perché inizialmente i viaggiatori non sono stati controllati? Perché in questa fase non abbiamo sufficienti scorte di materiale ed equipaggiamento medico? Perché – ha continuato poi il leader dell’opposizione – alcuni Paesi sono più avanti di noi quando si tratta di effettuare tamponi e tracciare l’andamento della pandemia? Queste sono alcune delle domande che si stanno facendo i canadesi in questo momento e si tratta di domande che meritano una risposta”.