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Stallo alla Camera, la furia di Trudeau contro le opposizioni

Stallo alla Camera, la furia di Trudeau contro le opposizioni

Stallo alla Camera, la furia di Trudeau contro le opposizioni

TORONTO – È scontro tra il governo e le opposizioni sulle modifiche al CERB. Ieri, a ventiquattrore dalla dura contrapposizione alla House of Commons che ha portato allo stallo, il primo ministro Justin Trudeau ha accusato i conservatori, l’Ndp e il Bloc Quebecois di aver fatto arenare in parlamento un provvedimento che avrebbe garantito ulteriori aiuti ai canadesi. In particolare, ad essere stata affossata è stata anche una misura una tantum che prevedeva l’invio immediato di 600 dollari per i disabili.

I partiti d’opposizione, da parte loro, continuano a difendere la loro decisione. I conservatori pretendono che il governo rimetta mano alla decisione di avere una sola seduta parlamentare alla settimana, mentre l’Ndp e il Boc, per motivi diversi, criticano nel merito le modifiche al pacchetto di aiuti CERB, che prevedono tra l’altro fino a sei mesi di carcere e multe salatissime per chi ha avuto accesso ai sussidi federali durante la pandemia senza averne diritto. La mozione governativa per poter passare in commissione doveva essere approvata all’unanimità.

A questo punto il progetto di legge rimane arenato in parlamento e il dibattito su questo provvedimento potrà riprendere solamente mercoledì prossimo. Ma tra le priorità nell’agenda di governo in questa delicata fase c’è anche la necessità di far ripartire l’economia.

Sempre ieri il primo ministro ha lanciato un appello agli imprenditori affinché utilizzino il programma di sostegno al salario attivato dal governo per arginare l’emorragia occupazionale provocata dalla pandemia di Covid-19. Con il piano dell’esecutivo, le aziende che sono in grado di dimostrare di aver avuto un calo del proprio fatturato a causa del contagio, potranno usufruire degli stanziamenti di Ottawa: il governo pagherà il 75 per cento del salario dei dipendenti, fino a un massimo di 847 dollari alla settimana (o 58.700 dollari all’anno), mentre i datori di lavoro dovranno coprire il restante 25 per cento.

Stando agli ultimi dati disponibili, aggiornati all’8 giugno, sono state 209mila le imprese che hanno avuto accesso a questo programma, costato per ora al governo federale 10,5 miliardi di dollari. La grande maggioranza delle richieste è stata fatta per sussidi ai salari complessivi inferiori ai 100mila dollari. Circa 15.800 invece riguardano richieste comprese tra i 100mila e un milione di dollari, 670 per una copertura tra il milione e 5 milioni di dollari, mentre per 80 domande sono è stata richiesta una cifra superiore ai 5 milioni di dollari.

Questo programma, insieme al CERB, rappresenta uno dei pilastri del pacchetto di aiuti attivati da Ottawa per le famiglie, i lavoratori e le imprese in questi tre mesi di pandemia. L’obiettivo, più volte sottolineato dallo stesso Trudeau, è quello di aiutare gli imprenditori a mantenere in organico la propria forza lavoro o a richiamarla il prima possibile dopo averla messa in cassa integrazione.

“Le piccole imprese – ha sottolineato ieri il primo ministro – rappresentano la spina dorsale delle nostre comunità e la linfa vitale della nostra economica. Il nostro obiettivo è quello di ripartire, fornendo proprio alle piccole imprese quell’aiuto di cui hanno bisogno durante questa difficile fase”.