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Sondaggi, spesso inutili e inattendibili

Sondaggi, spesso inutili e inattendibili

ROMA – Quale governo vorresti? Sei a favore della legalizzazione della marijuana? Cosa ne pensi dell’eutanasia? Quale partito voterai alle prossime elezioni politiche? Ma anche, quale è il tuo attore preferito? E il colore che ti piace di più? Ami di più i cani o i gatti? I sondaggi sono ricerche ed elaborazioni di dati statistica con lo scopo di conoscere l’opinione di un gruppo di persone relativo ad un dato argomento.
Accanto a ricerche di mercato su temi di un certo spessore che hanno quindi un impatto sulla vita della gente, vengono commissionati anche sondaggi più frivoli o che comunque non contengono quesiti rimarchevoli o la cui risposta è pressochè scontata.
È di ieri quello di Forum Research dal quale è emerso che la maggior parte dei residenti di Toronto non ritiene che le strade della città siano sicure per i ciclisti.
Dal sondaggio che si è avvalso dell’opinione di 2521 elettori di Toronto, è risultato che circa il 60% degli interpellati ha dichiarato di non ritenere che le strade siano sicure per chi va in bicicletta. Quasi il 20% ha affermato che le strade non sono affatto sicure per i ciclisti.
Tra coloro che usano la bicicletta come principale mezzo di trasporto il 67% ha dichiarato di non credere che le strade siano sicure mentre il 25% ha detto che le strade “non sono affatto sicure”. Tra coloro che invece si spostano in auto il 40% afferma di ritenere che le strade della città siano sicure per i ciclisti.
Mentre circa il 65% di tutti gli intervistati ha dichiarato di ritenere che le strade di Toronto siano sicure per i pedoni, tra coloro che hanno dichiarato che camminare è il modo di muoversi in città, solo il 50% ha detto di ritenere che le strade siano sicure.
Da un’altra ricerca condotta da Nanos Research su commissione di Ctv News e The Globe and Mail, risulta che il 59% dei canadesi sostiene il primo ministro Trudeau nella guerra, non solo di parole, con Trump. L’asserzione fatta dal primo ministro “Il Canada non subirà prepotenze” ha fatto guadagnare a Trudeau il sostegno della maggior parte degli abitanti del Paese dell’acero. Anche qui il risultato era immaginabile: i canadesi, di fronte al bullo Trump si stringono al loro primo ministro Almeno in questo caso.
Insomma, come dire, tutto dipende dai punti di vista ed i risultati del sondaggio – che tra l’altro come tutte le ricerche di mercato commissionate costa anche parecchi dollari – sono abbastanza scontati.
Inoltre la concentrazione di ricerche di mercato è maggiore quando si avvicinano le elezioni. Il motivo sembra logico: per conoscere l’orientamento degli elettori. Se così fosse, però, si potrebbe giungere alla conclusione che ad esclusione di quando si tratta di rinnovare la poltrona dei politici, ai partiti non importa nulla di cosa pensa la gente, altrimenti i sondaggi verrebbero svolti anche durante le legislature. Di conseguenza sembra che i sondaggi vengano usati non per conoscere la tendenza degli elettori, ma per orientarla.
I numeri da soli, inoltre, non aiutano la comprensione di un evento: serve qualcuno in grado di interpretarli e fare confronti.
Alcuni modelli previsionali fondati sui numeri si sono rivelati clamorosamente errati, perché troppo accentuata è stata la fede nei dati e troppo poca la capacità di interpretarli. I numeri sono in grado di descrivere solo una parte della realtà, non di capirla nella sua complessità.

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