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Settore aereo in crisi: aiuti federali solo se arrivano i rimborsi

Settore aereo in crisi: aiuti federali solo se arrivano i rimborsi

Settore aereo in crisi: aiuti federali solo se arrivano i rimborsi

TORONTO – Mentre il settore del trasporto aereo canadese continua a inanellare perdite record, si apre un nuovo fronte a Ottawa. Il governo liberale, infatti, ha presentato le future linee guida sui potenziali aiuti statali al settore, ma il tutto dipende da una precondizione ben precisa: le compagnie aeree devono rimborsare i biglietti già pagati dai canadesi prima della pandemia di Covid- 19, altrimenti l’esecutivo federale non interverrà.

A chiarirlo, usando parole molto decise, è stato il ministro federale dei Trasporti Marc Garneau, che ha chiesto ai principali vettori canadesi di onorare quanto promesso e rimborsare i passeggeri per i voli che sono stati cancellati a causa del Covid.

“Siamo pronti – ha sottolineato il ministro liberale – a stabilire un procedimento ben preciso con le maggiori compagnie aeree in merito all’assistenza finanziaria che potrebbe includere prestiti e potenzialmente altre tipologie di sostegno per assicurarsi dei risultati importanti per i canadesi. Abbiamo messo in programma di iniziare la discussione questa settimana”.

“Ma prima di spendere anche un solo centesimo dei soldi dei contribuenti per le compagnie aeree, vogliamo assicurarci che i canadesi ottengano i loro rimborsi. Allo stesso tempo, vogliamo assicurarci che i canadesi e le comunità regionali mantengano le loro tratte aeree in tutto il Canada”.

Il settore aereo commerciale è stato compito molto duramente dalla pandemia. A causa dei lockdown e dalla chiusura dei confini, durante la prima ondata il livello medio di passeggeri è crollato, con un rosso del 90 per cento rispetto ai livelli usuali. Le compagnie aeree di conseguenza hanno licenziato migliaia di dipendenti, hanno annullato sin da marzo decine di collegamenti aerei all’interno dei confini nazionali e hanno deciso di non rimborsare i passeggeri che avevano già acquistato i biglietti per voli che non sono mai partiti, offrendo invece in cambio dei voucher per future prenotazioni.

La Canadian Transportation Agency da marzo ha già ricevuto circa 8mila segnalazione di passeggeri che si sono lamentati per questa situazione, mentre uno studio legale sta lanciando una class action contro le compagnie e una petizione online sui rimborsi ha già superato quota 100mila firme.

Nel frattempo proprio ieri Air Canada ha presentato i dati del terzo trimestre 2020: la compagnia ha perso circa 636 milioni di dollari rispetto allo stesso periodo del 2019.